L'intervista
“Putin ‘usato’ da Xi e Trump ma non è alla loro altezza”, parla Mykhailo Savva
«Il fondamento della partnership fra Cina e Russia – osserva l’esperto l’esperto Mykhailo Savva, membro del Center for Civil Liberties, ong insignita del Premio Nobel per la Pace nel 2022 – è l’obiettivo di cambiare l’attuale ordine mondiale, che entrambi credono avvantaggi l’Occidente, che ne imporrebbe il modello agli altri Paesi. In questa fase, entrambi i regimi lavorano per lo stesso obiettivo: distruggere l’ordine mondiale, che comporterebbe l’indebolimento dei valori delle democrazie occidentali. Tale desiderio è confermato in modo significativo non dai documenti, bensì dalle azioni: l’aggressione della Russia contro l’Ucraina e il sostegno della Cina a tale aggressione».
Visita di Stato di Vladimir Putin a Pechino, che segue di pochi giorni quella di Donald Trump: solo una coincidenza?
«Lo scarto di alcuni giorni tra le visite di Trump e Putin in Cina è effettivamente una coincidenza: le date del viaggio di Putin in Cina erano state concordate a febbraio di quest’anno, quando nessuno sapeva che la visita del tycoon sarebbe stata riprogrammata. Si è trattato di una fortunata coincidenza per Putin, preoccupato che Cina e Stati Uniti non avessero concordato di cooperare a scapito degli interessi del Cremlino. Il presidente russo è uno psicopatico: sospetta di tutti, e questa modalità è diventata uno strumento di controllo».
Russia e Cina festeggiano i 30 anni dalla firma di “partnership strategica”: pensa che la loro amicizia si fondi su un obiettivo comune, ovvero quello di indebolire l’Occidente?
«Non posso definire amicizia il rapporto tra i regimi cinese e russo quanto, piuttosto, una partnership di convenienza, che strategicamente avvantaggia il primo molto più del secondo. I colloqui di Pechino, a mio avviso, hanno rivelato la prossima fase del conflitto tra i due regimi, che hanno concezioni completamente diverse della multipolarità del mondo moderno. L’obiettivo di Pechino è un mondo bipolare dominato da Cina e Stati Uniti; quello del Cremlino è un mondo multipolare, con molteplici centri di influenza e un contesto dipendente da questi centri, di cui Mosca si considera uno dei poli. Nella versione cinese, la Russia è la periferia della Cina».
Trump avrebbe proposto a Xi Jinping una collaborazione, che include anche Putin, contro la Corte penale internazionale: ritiene che avrà un seguito?
«Trump ha avanzato una proposta del genere: è apertamente ostile alla Corte penale internazionale, così come lo erano diversi presidenti statunitensi prima di lui. La Cina considera la Corte penale internazionale principalmente un’istituzione europea e, quindi, azioni ostili nei confronti di questa Corte significherebbero un peggioramento delle relazioni con l’Europa. La leadership cinese (in cui permangono elementi di dittatura collettiva) baserà la sua decisione sulla proposta del tycoon sulla base della sua percezione della debolezza politica dell’Europa».
Sul tavolo dei colloqui il gasdotto “Power of Siberia 2”, commercio e sicurezza internazionale: prove di un nuovo ordine mondiale alternativo a quello guidato dagli Usa?
«La Cina sta perseguendo una politica di indebolimento controllato nei confronti della Russia, che, nei suoi desiderata, dovrebbe diventare sufficientemente debole da dipendere economicamente da Pechino, ma senza disintegrarsi in diverse fazioni. La questione del gasdotto Power of Siberia 2 è molto importante per il regime russo, ma non per la leadership cinese, che ha prevedibilmente rinviato la decisione sulla sua costruzione, causando la delusione di Putin».
Il premier tedesco Merz spera che «Xi esorti il presidente russo a porre fine a questa guerra in Ucraina, che non può vincere». Crede che lo farà?
«Il Cancelliere tedesco non stava esprimendo una previsione, ma un desiderio. Naturalmente, il capo del regime cinese non stava suggerendo a Putin di porre fine all’aggressione contro l’Ucraina, in quanto Pechino è il beneficiario di questa guerra. Questo per almeno tre ragioni. In primo luogo, la Russia, a causa della sua economia impoverita e delle sanzioni occidentali, sta diventando sempre più dipendente dalla Cina. Secondariamente, la guerra è uno strumento diretto per la distruzione dell’attuale ordine mondiale, minando l’autorità di organizzazioni internazionali un tempo influenti, come le Nazioni Unite e il Comitato Internazionale della Croce Rossa, oltre alle Convenzioni di Ginevra e altre norme del diritto internazionale umanitario. Infine, questa guerra svaluta il concetto di diritti umani. Putin ha lanciato un’aggressione su vasta scala contro l’Ucraina nel 2022, pochi giorni dopo aver firmato a Pechino la dichiarazione su un nuovo ordine mondiale, che stabiliva che i diritti umani universali non esistano e che ogni singolo Paese possa rivendicare la facoltà di individuarne la portata. Finché il concetto di diritti umani universali rimarrà in vigore, tuttavia, i regimi totalitari e autoritari resteranno delle aberrazioni».
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