«La notizia dell’election day per i referendum è sicuramente una notizia positiva. Garantire l’afflusso degli elettori per un appuntamento così importante è cosa buona e giusta. Già alla presentazione del libro di Luca Palamara con gli amici radicali e di Nessuno Tocchi Caino ribadimmo con forza questa necessità per una riforma della giustizia e della magistratura in senso ampio», commenta Marcello Lala, avvocato e segretario di Riformismoggi. «Questi – aggiunge Lala – saranno referendum non contro la magistratura, sia ben chiaro, ma per la magistratura, al fine di rendere finalmente equi i rapporti tra i poteri dello Stato che dal ’93 hanno visto un totale sbilanciamento a favore del potere giudiziario e a scapito di tutti gli altri, tanto da far rivoltare Montesquieu e i padri della patria».

«Noi come Riformismoggi ci gettiamo da subito ventre a terra per una campagna referendaria al fine di ottenere cinque sì, con un’ampia e convinta maggioranza», conclude ricordando che l’associazione ha sostenuto l’istituto referendario partecipando alla raccolta di firme. Anche il Riformista è stato in prima linea nella raccolta di firme a sostegno del referendum per una giustizia giusta promosso dai Radicali. Il prossimo 12 giugno, quindi, potrebbe inaugurare una nuova primavera della giustizia. Sarà infatti l’election day, il giorno in cui gli italiani voteranno non solo per le amministrative ma anche, dicevamo, per i referendum sulla giustizia. Si voterà sulla riforma del Consiglio superiore della magistratura (Csm), sull’abolizione della legge Severino, sui limiti agli abusi della custodia cautelare, sulla separazione delle carriere dei magistrati e sulla loro equa valutazione.

«Questo referendum è a favore di quei magistrati che non sono politicizzati, che fanno il proprio lavoro e che sono alle prese quotidianamente con le difficoltà che il mondo della giustizia in Italia ha», aveva già sottolineato Lala intervenendo al convegno “Dal potere all’ordine giudiziario, riforme e referendum per una primavera della giustizia” che si è svolto due settimane fa a Città della Scienza e che ha avuto tra i relatori l’ex magistrato Luca Palamara, che anche nel suo secondo libro, scritto con Alessandro Sallusti, “Lobby & Logge”, ha svelato retroscena, scandali e segreti della magistratura. Di quella magistratura che oggi vive una profonda crisi di fiducia ma non mostra voglia e coraggio di cambiare veramente le cose, restando per questo ancora aggrappata a posizioni e privilegi e imbrigliata nella rete di correnti e logiche che è «il sistema». «Quella a cui stiamo assistendo in queste ore non è una riforma – aveva detto Palamara nel corso del convegno a Città della Scienza – . Non si cambiano le cose cambiando il collegio unico nazionale. Il vero coraggio è creare una nuova classe dirigente all’interno della magistratura svincolata da questi meccanismi. A di là delle colpe dei singoli, è il sistema ad essere così strutturato». E per cambiarlo, questo sistema, si guarda ora a riforme e referendum. Perché dopo ogni inverno ci dev’essere una primavera.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).