Scriveva Sun Tzu: «Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura; se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali». Frase che dovrebbe diventare la bussola per la navigazione del centrodestra da qui alle prossime elezioni politiche in materia di strategia anti-vannacciana.

Come è facile intuire leggendo il corposo programma di Futuro Nazionale, non è certo il terreno delle idee quello su cui la coalizione meloniana può temere i pirati del Generale, la “sporca dozzina” in versione SUV e mandolino. La vera destra (a proposito di ambizioni) è tutt’altra cosa, e di certo non fa assist alla sinistra. La vera destra è atlantista, patriottica, ma soprattutto attenta agli interessi nazionali. La vera destra, per dirla con una celebre frase di un uomo di destra come Altero Matteoli, «è governativa anche quando sta all’opposizione». Per dirla in termini semplici, la destra è istituzione, ordine, serietà e disciplina. Tutto l’opposto del partito che cercava in Vigevano la sua Tortuga e ora spera in Reggio Calabria.

Ed è qui che il centrodestra ha commesso l’errore, concedendo spazio di manovra a un sabotatore di mestiere come il Generale, candidando un soggetto estraneo alla Calabria in un contesto come le elezioni suppletive per un collegio uninominale importante, occupato da un calabrese doc come l’attuale sindaco reggino Cannizzaro. Se lasci un fianco scoperto e se abbassi la guardia, lui ti colpisce. Per questo a Reggio si è concessa una chance a Futuro Nazionale, inutile e dannosa. Le urne decideranno se alla fine la scelta di Forza Italia sarà premiata o meno, ma di certo sussiste il rischio del precedente. Peggio ancora se la candidatura vannacciana dovesse favorire la sinistra – e chi conosce la realtà calabrese sa bene che politicamente ad oggi sinistra e nulla si equivalgono, con il Pd che ha ormai assunto il ruolo di un’associazione enogastronomica grazie alle Feste dell’Unità – e regalare un seggio considerato certo. Come impararono gli spagnoli nell’oceano Atlantico, mai sottovalutare i pirati.

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Nato nel 1994, esattamente il 7 ottobre giorno della Battaglia di Lepanto, Calabrese per grazia di Dio e conservatore per vocazione. Allievo non frequentante - per ragioni anagrafiche - di Ansaldo e Longanesi. Direttore di Nazione Futura dal settembre 2022 a maggio 2025. Oggi e per sempre al servizio della Patria. Fumatore per virtù - non per vizio - di sigari, ho solo un mito: John Wayne.