“Un significativo voto regionale. Non era un voto sul governo, non cambio idea oggi. Chi ha tentato di renderlo un referendum sul governo e ha costruito questa impostazione è rimasto deluso”. È intervenuto così, lasciando il Quirinale dove si sono tenute le celebrazioni per la Giornata della Memoria, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul voto in Emilia Romagna e Calabria.

“Salvini esce il grande sconfitto di questa competizione”, ha aggiunto parlando fuori palazzo Chigi. Il premier è tornato sul caso della citofonata del leader del Carroccio a Bologna, uno dei ‘simboli’ di questa campagna elettorale: “Trovo veramente indegno – lo dico ora che è finita la competizione – andare in giro con le troupe a citofonare additando singoli privati cittadini, a torto o ragione non importa. E’ inaccettabile, mi ricorda pratiche del passato”. “Qualcuno voleva citofonare anche qui a Palazzo Chigi, è un dagli all’untore indegno di un paese civile”, ha quindi precisato Conte.

Il presidente del Consiglio ha quindi tenuto a ribadire la necessità per il governo di restare unito: “Dobbiamo lavorare per contrastare questa destra. Mi auguro che possa rinforzare questo ampio fronte, chiamatelo pure progressista. Non dobbiamo più indulgere in smarcamenti, non dobbiamo più piantare bandierine. I cittadini ci giudicheranno alla fine dei cinque anni”.

Parlando del maggiore azionista di governo, Conte non vede “nessuna instabilità. Il M5S a marzo arriveranno gli stati generali per rilanciare entusiasmo. Avrò sempre più gli amici dei Cinquestelle per rilanciare le riforme”.

Il premier era stato tirato in ballo nei commenti post-voto dai due maggiori leader del centrodestra, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. La presidente di Fratelli d’Italia ha previsto nella sua conferenza stampa che “il risultato dei 5 stelle sul voto di ieri produrrà molto nervosismo nel Governo. I 5 stelle spariscono – prosegue – e abbiamo un governo la cui principale forza parlamentare di fatto non esiste più nel sentimento dei cittadini – aggiunge -. Mattarella valuti se sia meglio sciogliere il Parlamento e consentire agli italiani di rappresentarsi in maniera più adeguata”.

Da parte sua Salvini guarda ad un bicchiere mezzo pieno: “E’ chiaro che se ieri si fosse votato a livello nazionale il centrodestra avrebbe stra-vinto”, ha spiegato l’ex ministro. “Quando si voterà a livello nazionale è nelle mani del buon Dio saperlo”, ha aggiunto Salvini.