Il leader di Italia Viva ed ex presidente del Consiglio Matteo Renzi rilancia e rinnova in un’intervista al quotidiano La Stampa il progetto di un nuovo polo riformista e progressista, centrista, apre a Carlo Calenda e propone il sindaco di Milano Beppe Sala come figura di sintesi. “Un contenitore modello ‘Renew Europe’ può essere la casa di molti”, ha detto.

Renzi ha definito Sala “una figura che può essere protagonista nella creazione di un terzo polo equidistante, che sarebbe numericamente più forte di uno schieramento alleato con il solo Pd. Con Sala ci sono tanti amministratori locali riformisti che si unirebbero”. Proprio ieri, all’indomani dell’ufficialità dei risultati dell’ultima tornata di amministrative che ha confermato i crolli di Lega e Movimento 5 Stelle e i consolidamenti di Partito Democratico e Fratelli d’Italia, il primo cittadino analizzava il voto e ragionava sul campo centrista.

Uno spazio progressista esiste. L’ho detto più volte, a me non piace l’idea di un posizionamento al ‘centro’, penso debba essere una formazione sociale, liberal-democratica, popolare, ambientalista. Lo sappiamo tutti che lo spazio c’è, ma sembra così difficile metterlo assieme! Aggiungo che a mio giudizio non ci possono però essere dubbi sull’area a cui guardare: non può che essere il centro-sinistra”, aveva scritto Sala in un lungo post su Instagram. A schiacciare oggi quella palla alzata dal sindaco è Matteo Renzi.

 

 

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L’ex premier apre anche a Carlo Calenda, ministro allo Sviluppo Economico nel suo governo, con cui però i rapporti negli ultimi anni sono stati piuttosto tesi. “L’accordo riformista serve a tutti, anche a Calenda. I candidati civici sono andati bene ma la lista di Azione da sola non va molto lontano” e “in totale, Azione ha eletto meno sindaci e meno consiglieri di Italia Viva”.

Per i tatticismi però “è ancora presto. A tempo debito sarà naturale per tutti abbandonare gli egoismi e costruire una casa comune che vada a doppia cifra. Chi per piccole ambizioni personali blocca questo processo si assume la responsabilità di consegnare il Paese ai populisti”. Al progetto dovrebbero unirsi “tanti amministratori locali riformisti”. Renzi è sicuro che il Presidente del Consiglio Mario Draghi dopo questa tornata è “più forte di prima, altro che storie”, che il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni non ci sarà (“andranno a casa tutti”) e che “un Centro Riformista che dica no ai sovranisti e no ai populisti è non solo possibile ma anche strettamente necessario”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.