Gli ingredienti per il rientro in classe nel Lazio degli studenti di materne, elementari e medie c’erano quasi tutti. C’erano i ragazzi, vogliosi tornare tra i banchi dopo mesi di didattica a distanza. C’erano i protocolli di sicurezza, i gel igienizzanti e le postazioni distanziate. C’era tutto, tranne un elemento fondamentale: gli insegnanti.

Una classe su tre è rimasta scoperta: docenti colti da malattie o in fila a richiedere permessi per congedi eccezionali e legge 104. “Centinaia di insegnanti e personale amministrativo e bidelli sono rimasti a casa”, ha dichiarato all’Agi Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi del Lazio. Disservizi diffusi, con un istituto su cinque costretto a fare orario ridotto. “Non è stato di certo mandato un bel messaggio alle famiglie degli studenti”, ammette Rusconi.

Dopo il periodo di didattica a distanza in zona rossa, la Regione Lazio ha deciso di far tornare in classe i bambini e i ragazzi per due giorni prima delle vacanze di Pasqua. “Questo non giustifica queste forme di assenteismo, che sono purtroppo tutelate dalla legge, ma sempre di questo si tratta”.

In diversi istituti comprensivi della Capitale la soglia delle defezioni viaggia tra le 15 e le 20. “Me lo aspettavo”, ha commentato la preside dell’Istituto comprensivo Artemisia Gentileschi, Chiara Simoncini, dove i docenti che non si presenteranno saranno 20. “Spero che il numero oggi non aumenti – prosegue – altrimenti saremo costretti ad adottare soluzione creative. Il paradosso è che se le scuole fossero rimaste chiuse, la didattica sarebbe andata avanti, anche se a distanza”.

Anche il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Rocco Pinneri ha commentato le assenze: “Non è bello dirlo ma purtroppo il numero dei malati è più alto in prossimità dei ponti. I docenti non possono andare in ferie quando vogliono, le loro vacanze corrispondono a quelle degli studenti. Questi di certo non sono dati che auspicavo di sentire”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.