“Solo un marziano, solo uno che arriva da Parigi o da Marte, in un Paese con le scuole chiuse, gli asili chiusi, le università chiuse, le fabbriche in difficoltà e gli italiani che hanno problemi di salute fisica e mentale, si occupa di regalare cittadinanza agli immigrati”. Così Matteo Salvini, senatore e leader della Lega, commenta la proposta del neo segretario del Pd Enrico Letta. A margine dell’udienza a carico dei 99 Posse, imputati per diffamazione aggravata dopo un video diffuso nel 2015, il segretario del Carroccio attacca: “Se è stata una caduta di stile lo dica. Noi siamo al governo per fare le cose serie e lo ‘Ius soli’ non è una cosa seria. Ricordo al distratto parigino Letta che l’Italia è il paese europeo che concede più cittadinanza. Se parla di ‘Ius soli‘ vuol dire che vuole far cadere questo governo”.

Poi aggiunge: “Non penso che Draghi abbia la benché minima intenzione di parlare di ius soli o di cittadinanza agli immigrati”. Sulle aperture chieste fino a qualche settimana fa Salvini ammette il dietrofront ma rilancia: “Penso e spero che il 7 aprile, giornata mondiale della sanità, segni il ritorno alla vita in Italia. Il sacrificio di questi giorni di marzo lo sopportiamo e lo rispettiamo  però conto che il combinato disposto tra l’arrivo della primavera, il piano vaccinale finalmente operativo e il buonsenso degli italiani da aprile segni il ritorno alla vita. Penso e spero che la prossima estate sia quella del boom economico per il turismo e l’impresa italiana. Non possiamo sopportare altri mesi di chiusura”.

Sulla candidatura, ancora non ufficializzata, dell’ex magistrato anticamorra Catello Maresca (attualmente sostituto pg), Salvini spera “che arrivi presto il voto per il sindaco di Napoli e dal mio punto di vista personale Catello Maresca credo sia una grande opportunità per Napoli e per un rinascimento di questa straordinaria città. L’ho sentito e l’ho incontrato più volte, lo apprezzavo da magistrato e lo apprezzo tutt’ora da magistrato anticamorra – aggiunge-, perché conosce benissimo i quartieri, le periferie, i disagi e le speranze dei borghi di Napoli, e penso che da sindaco possa fare tanto per questa città”. Immancabile l’attacco al sindaco Luigi de Magistris in corsa in Calabria: “C’è una situazione incredibile in una città con mille problemi ma con un sindaco che si candida a governatore in un’altra regione”.

Il leader della Lega si dice pronto ad sostenerlo anche senza simboli: “E’ come entrare nel governo Draghi, per me significa un atto d’amore per l’Italia, perché il bene dell’Italia. Per me viene prima degli interessi di partito, Napoli è una città unica e straordinaria che merita qualsiasi sforzo”. Poi aggiunge: “Io naturalmente sono segretario della Lega e sono orgoglioso di quello che la Lega fa da Nord a Sud – aggiunge Salvini -, e appena finirà la zona rossa presenteremo una cinquantina di amministratori locali che aderiranno alla Lega in tutta la Campania, però se volessimo pensare a un laboratorio Napoli dove i partiti danno una mano e lasciano che i cittadini siano protagonisti, io ci starei”.

Sulla querela per diffamazione contro i 99 Posse dopo un post sui social il 15 febbraio 2015 (“Il 28 tutti in piazza contro Salvini. Perché Salvini è come si dice a Napoli una l… e deve essere preso a calci nel deretano ogni volta che mette piede nelle strade della città”), Salvini rilancia: “Se chi mi ha minacciato e insultato chiede scusa e fa una donazione di mille euro a una associazione di volontariato di Napoli, da quelle per i disabili a quella di Pino Maddaloni, la causa si può chiudere qui. Si può chiudere qua – ribadisce – perché i tribunali hanno cose più importanti delle quali occuparsi “.

Il processo è stato rinviato al 19 aprile. La difesa del gruppo musicale rappresentata dall’avvocato Rosario Marsico chiederà l’ammissione di due testi. Sulla disponibilità della Lega a ritirare le querela in caso di scuse e del versamento di mille euro in beneficenza, così come ha chiesto Salvini, ha replicato Marsico: “Se ne potrebbe parlare, purché, contestualmente, il signor Salvini si determinasse anch’egli a chiedere scusa a Napoli, ai napoletani e a tutto il Sud, avendo più volte offeso la storia millenaria di questa grande città “.

Redazione