L’Unione Industriali di Napoli si sgretola, non è chiaro di chi e di che cosa sarà presidente Costanzo Jannotti Pecci. Palazzo Partanna si svuota e mai come questa volta a lasciare le stanze di un Palazzo, che riferiscono sempre più di intrighi che di progetti e strategie economiche per le imprese e il territorio, è stata una figura di spicco come Gino Nicolais, presidente del Digital Hub. Ingegnere chimico, politico e già ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione nel governo Prodi II, Nicolais ha comunicato con una lettera riservata ai vertici dell’Unione Industriali di Napoli le sue “dimissioni irrevocabili”.

«Ho molto da fare, è diventato difficile mettere d’accordo tutti e preferisco lasciare spazio a qualcun altro» ha commentato così l’addio. Poche parole, toni pacati ed equilibrati e una motivazione personale all’origine della scelta. Ma si sa, le voci corrono veloci e volano fuori dalla finestra di Palazzo Partanna. Ebbene, le indiscrezioni raccontano di una scelta dettata non tanto da questioni personali quanto dalle, presunte, pressioni che l’attuale presidente degli Industriali napoletani Maurizio Manfellotto e il futuro Costanzo Jannotti Pecci avrebbero operato sul presidente del Digital Hub. Rumors relativi all’inserimento nel Consiglio d’Amministrazione (Cda) del Digital Hub  di figure della stessa corrente interna a Confindustria. A questo punto, l’aria sarebbe diventata così tesa da portare Nicolais alle dimissioni. Oberato da altri impegni, l’ex Ministro avrebbe rispedito al mittente le presunte pressioni e le richieste dei registi di Palazzo Partanna che ora dietro le quinte, ora in pompa magna, muovono i fili di un’associazione che negli ultimi mesi ha registrato un numero importante di defezioni. Ma torniamo alle dimissioni.

Le voci di corridoio troverebbero conferma in una nota inviata dall’ufficio stampa dell’Unione pochi giorni fa, nota nella quale Marilù Faraone Mennella, componente del CdA della Fondazione Mezzogiorno nonché moglie di Antonio D’Amato past president degli Industriali ma vero dominus tutt’ora, comunicava che “insieme all’Unione Industriali Napoli e al Campania Digital Innovation Hub intendiamo fare da booster alle opportunità previste dal Pnrr. Si tratta di una irripetibile occasione per creare la necessaria discontinuità nei processi economici e sociali dei territori meridionali. I tempi dettati dalle misure del Piano sono strettissimi, abbiamo cominciato questo lavoro dal luglio scorso per farci trovare pronti e agevolare al massimo le imprese del nostro territorio attraverso una costante azione di accompagnamento e animazione e dare una riposta concreta alla diffusa esigenza di chiarezza e all’altrettanto diffuso bisogno di supporto operativo in merito alle opportunità inaugurate dal Piano”. Nella nota si leggeva anche che “gli istituti hanno mostrato ampia disponibilità ad assistere il sistema delle imprese e, anzi, hanno richiesto alla Fondazione Mezzogiorno e all’Unione Industriali Napoli di fungere da elemento aggregante e di supporto a un’azione più profonda e capillare degli stessi istituti”. Eh già, avrebbero chiesto così a gran voce il supporto della Fondazione Mezzogiorno e avrebbero gradito così tanto l’invadenza nella decisione dei componenti del Cda che il presidente Nicolais si è dimesso. Non c’è che dire, non fa una piega.

Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.