Andrea Giambruno, compagno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e giornalista di Mediaset ritornato in video nel giorno dell’arresto di Matteo Messina Denaro con la diretta della trasmissione eccezionalmente allungata di oltre un’ora, racconta in un’intervista al Corriere della Sera come è cambiata la loro vita da quando la leader di Fratelli d’Italia è stata nominata a capo dell’esecutivo. “La famiglia? Organizzarsi a questa nuova vita è stato un girone dantesco. Sono diviso tra Milano e Roma, e ho da accudire mia figlia. Giorgia? È a casa alle 23”. Cosciente che la vita dopo l’elezione a presidente del Consiglio della compagna sarebbe stata difficile: “Sapevo che avrebbe dovuto viaggiare tanto, ma non pensavo tutti i giorni. È stata in Albania, Spagna, Bruxelles, Egitto, Indonesia”.

Giambruno risponde al Corriere quando gli vengono fatte notare le critiche riguardo al viaggio del G20 di Bali in cui la sua compagna ha portato la loro figlia Ginevra: “C’è stato pure chi ha detto che stavo a Bali a scrocco anch’io, ma ero a Milano a lavorare”. Riuscire a tenere un ritmo di vita normale è un’utopia: “È più complicato del previsto. Non so davvero Giorgia come faccia”. E a breve Giorgia Meloni spengerà 46 candeline: “Credo quello di fare bene il suo lavoro riuscendo anche a far passare il messaggio di quanto resta leale ai suoi ideali e al Paese. Io so quanto ci si sta dedicando, ma in tre mesi nessuno ha la bacchetta magica e certe strumentalizzazioni sono un esercizio scorretto”.

Sono arrivate anche critiche riguardo il suo lavoro da professionista dell’informazione e come compagno: “Ho trovato strumentali quelle sulla presunta incoerenza del taglio delle accise. Anche mia figlia di sei anni capisce che c’è differenza fra parlare di accise nel 2019 e parlarne oggi, fra guerra, pandemia e crisi energetica. Non tagliarle è stata una scelta politica del governo: per trovarci dell’incoerenza, devi essere molto creativo”.

Una critica giusta, “forse, la decisione poteva essere comunicata in maniera diversa. Ma, dopo, mi sembra che le ragioni siano state chiarite bene. Giorgia qualcosina l’ha fatta: si diceva che sarebbe andata in esercizio provvisorio e ha fatto la manovra in venti giorni, è andata in giro per il mondo e siamo tornati centrali dal punto di vista geopolitico. Ora, parliamo con la Cina, l’America, con al Sisi, abbiamo riportato a casa dall’Iran Alessia Piperno, arrestato Matteo Messina Denaro”.

Giambruno è tornato in video dopo un passo indietro da ‘First gentleman’ conducendo il Diario del giorno del Tg4: “Avevo lasciato la conduzione di Studio Aperto mentre il governo si insediava e potevo essere passibile di critiche, ma sono un giornalista, questo so fare: raccontare. Prima o poi, dovevo tornare. Tanto, se domani facessi il dirigente, direbbero che lo faccio perché sono il compagno di Giorgia, se aprissi un bar, direbbero che lo faccio perché sono il compagno di Giorgia. Che devo fare: stare a casa e prendere il reddito di cittadinanza?”.

Dagospia sostiene che Mediaset, dopo averlo ‘retrocesso’ ad autore, ha risposto picche alla sua richiesta di stare a Roma, più vicino a sua figlia. “Cose che succedono – risponde Giambruno -, quando qualcuno non ottiene di diventare ministro”. “In 15 anni di lavoro, in azienda, non ho mai avuto un problema con nessuno. Lascio parlare, criticare… Un quotidiano ha scritto che lunedì avevo ospite il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, come a dire che l’avevo perché è di Fratelli d’Italia, ma non ha scritto che c’era anche la capogruppo al Senato del Pd, Simona Malpezzi. Tutti i conduttori hanno un’idea politica. Non è che se una domanda la pone Giovanni Floris o Paolo Del Debbio va bene e se la pongo io è faziosa. Forse, sei tu che sei in malafede. E cito Del Debbio che per me è un gigante e la persona che mi ha insegnato più di tutti a fare questo mestiere in 15 anni in cui ho lavorato a tutti i talk d’informazione di Mediaset. Quanto alla scelta dell’azienda di tenere la diretta a Milano, credo sia una normale questione di natura economica nella quale non ho facoltà di addentrami”.

Il ritorno in diretta è stato un battesimo di fuoco con l’arresto di Matteo Messina Denaro: “La notizia è storica e bisognava darle la giusta rilevanza”, anche se un errore c’è stato, quando lo ha chiamato Stefano: “Abbiamo cambiato studio tre minuti prima della messa in onda, non funzionava il microfono, non c’era la luce, non c’era niente. Dovevo avere collegata Rita Dalla Chiesa e non c’era. Avevo davanti solo Stefano Zurlo e ho detto Stefano. Succede. Che devo fare?”.

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