La nostra professione è in continua trasformazione ed evoluzione. Bisogna stare al passo con i tempi e rinnovare la sfera delle proprie competenze professionali, cogliendo le nuove opportunità che la società ci offre ed occupando sempre ambiti e spazi ulteriori e diversi. È necessario provvedere, ovviamente, ad un continuo aggiornamento e ad una periodica formazione professionale, per poter offrire la nostra assistenza e consulenza qualificata e diventare interpreti e protagonisti delle nuove richieste e prospettive che si affacciano nel mercato produttivo del nostro Paese. E così da un po’ di tempo è emersa con forza la “green economy” che richiede un rilevante numero di figure professionali legate al settore delle energie rinnovabili.

L’industria energetica è una fra le più dinamiche ed in evoluzione in questo momento in Italia e ritengo opportuno cavalcare l’onda seguendo, nella qualità di consulenti, i nuovi modelli di business e le nuove tecnologie orientate all’utilizzo di forme di energia rinnovabile e all’efficienza energetica. Del resto, oggi il consulente energetico è una figura in cui convergono competenze molteplici ed è molto ambito dalle aziende e in grado comunque di lavorare in autonomia. Pertanto è fondamentale, ad esempio, “specializzarsi” per rispondere alle opportunità fornite dalle richieste di assistenza e consulenza per l’ottenimento dei bonus edilizi, dei fondi previsti nel Pnrr, nonché per la costituzione delle Comunità Energetiche. Il Superbonus 110% è una misura fiscale introdotta dal D.L. n° 34/2020 (cosiddetto Decreto Rilancio) che costituisce il maggior incentivo edilizio introdotto nel nostro Paese e che potrebbe portarci ad un efficientamento energetico ed un adeguamento antisismico, attraverso la sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Purtroppo è una misura che negli ultimi tempi è stata avversata dal Governo per le gravi frodi allo Stato che sono emerse per quattro miliardi di euro, anche se le stesse hanno interessato soltanto in minima parte il superbonus, riguardando gli altri bonus per cui non era stata prevista, in un primo tempo, l’asseverazione dei lavori.
Il nostro ruolo di consulenti è stato quello – e lo sarà ancora – di consentire ad imprese e cittadini di districarsi tra le maglie difficoltà applicative della normativa emanata dal legislatore. Anche tra i tecnici c’è tanta incertezza per norme troppo articolate che hanno lasciato il campo a diverse e molteplici interpretazioni e che hanno portato troppi soggetti ad emettere pareri ed a proporre FAQ. E le domande degli italiani per l’ottenimento dei bonus fiscali sono aumentate vertiginosamente nel 2021 e, salvo l’arresto governativo in atto, continueranno ad aumentare e, quindi, dovranno essere in qualche modo tutelate.

Ancora, la transizione energetica, intesa come costruzione di un nuovo modello di organizzazione sociale basato su produzione e consumo di energia proveniente da fonti rinnovabili, sul risparmio energetico e sull’efficienza dei consumi, richiede cambiamenti culturali che passano necessariamente attraverso nuove figure attive nell’ambito sociale, con il compito di indirizzare lo sviluppo e di porre i consumatori al centro dei mercati energetici, permettendo loro di contribuire attivamente e beneficiare di un sistema energetico flessibile e realizzabile anche dal basso. E tra le forme collettive innovative ci sono le Comunità Energetiche, ossia una coalizione di utenti che, tramite la volontaria adesione ad un contratto, collaborano con l’obiettivo di produrre, consumare e gestire l’energia attraverso uno o più impianti energetici locali: una nuova modalità di produzione energetica sociale. Il compito del consulente è – e dovrà essere – quello di dare valide indicazioni giuridiche di cornice per il controllo e l’orientamento della Comunità Energetica, in grado di non fare deragliare il sistema complessivamente e lasciando comunque la libertà di scelta delle forme aggregative da assumere. Forza, rimbocchiamoci le maniche!