Tempi bui per la Casaleggio Associati. “Fumosi” è il termine esatto per descrivere l’alone di scandalo che in questi giorni di fine settimana ha circondato il Movimento 5 Stelle. Lo scoop delo Riformista che ha rivelato una consulenza di milionaria in favore di quello che si può definire “l’amministratore delegato” del partito di Grillo, il primo per numero di rappresentanza parlamentare del nostro paese.

La consulenza da oltre 2 milioni è stata commissionata dalla multinazionale del tabacco Philip Morris e fino a qui potrebbe esserci nulla di male se il governo italiano, a maggioranza grillina, non avesse fatto risparmiare diverse centinaia di milioni di euro in tassazioni sulle sigarette elettroniche a combustione interna.

Soldi che, senza questo provvedimento salvifico, secondo alcuni sarebbero stati destinati ad un fondo sanitario utile agli ammalati del nostro Paese. Il clamore c’è stato e anche tanto da parte degli appassionati politici e dei cittadini italiani che hanno votato il partito del cambiamento e invece si ritrovano dinanzi a uno scandalo che descrive tutto, tranne che “l’honestà” grillina.

Il data journalist e scrittore Livio Varriale ha realizzato una ricerca delle parole chiave “Casaleggio moviment cinque stelle” “M5s” e “Philip Morris” dal 26 novembre fino al 29 ed il risultato restituito è stato di 8.274 tweets, 100.516 likes, 30.213 condivisioni, 4.216 citazioni e 10.058 commenti.

TOP TWEETS – Ad aver riscosso maggior successo è stato certamente il direttore Piero Sansonetti. Il suo tweet del 26 novembre dove cita Casaleggio per aver confermato la consulenza da due milioni di euro e rincara la dose descrivendo l’abbassamento di tasse del Governo italiano uno scandalo di proporzioni simili se non maggiori dal 1992: anno dello scandalo di Tangentopoli.

Lo sdegno politico si è avvicendato su più fronti ed infatti Giorgia Meloni occupa il secondo gradino della classifica del gradimento del pubblico seguita dall’utente Giulia Selvaggi vicina alla bolla del centro sinistra ed il giornalista Jacopo Jacoboni de La Stampa, da sempre critico nei confronti del sistema geillino.

HASHTAGS – Gli argomenti correlati alla vicenda sono chiari e aiutano a comprendere il sentimento dei detrattori dei Cinquestelle e soprattutto quello dei sostenitori. Il Pd al terzo posto dopo i protagonisti è l’esempio di una forte critica alla forza di governo giallorossa che mantiene in potere dei grillini. Spazio nelle prime fila anche per l’hashtag lanciato da Sansonetti “cinquestellopoli” sulla falsa riga di Tangentopoli. In fondo c’è #dibbacapopolitico una richiesta dei grillini nell’individuare il successore di Crimi, dimenticando però che nelle fazioni create all’interno del partito di Governo, Alessandro Di Battista sia dalla parte di Casaleggio.

MENTIONS – Chi sono stati i politici o i soggetti più tirati in ballo a furia di menzioni? Oltre al Movimento Cinque Stelle e ai suoi parlamentari che siedono alla Camera e al Senato, ‘colpevoli‘ dello scandalo, Il Riformista, autore dello scoop giornalistico insieme al direttore Sansonetti, c’è il Fatto Quotidiano. Molti utenti si sono scagliati contro il quotidiano ed i due massimi esponenti, Gomez e Travaglio, per far passare sottobanco la notizia. Vito Crimi e Luigi Di Maio hanno avuto la stessa importanza per gli utenti e questo fa intendere come ad aver perso credibilità agli occhi dei cittadini italiani è stato soprattutto il partito e poi i suoi massimi esponenti.