Conte e Di Maio separati in casa. Lo erano già da tempo, secondo alcuni rumors, ma con il Mattarella bis e la gestione della scellerata settimana della politica italiana la frattura è stata definitivamente cristallizzata. Prima le accuse del ministro degli Esteri, che ieri sera, in contemporanea con le prime parole del “nuovo” presidente della Repubblica, aveva accusato, senza fare nomi alcuni “leader” perché “hanno fallito” per poi annunciare che anche “nel Movimento va aperta una riflessione interna”.

A distanza di alcune ore, arriva la replica di Giuseppe Conte, capo politico del Movimento. Intercettato sotto casa dai cronisti, l’ex premier dichiara: “Di Maio parla di fallimento” di alcune leadership. “Se ha delle posizioni le chiarirà perché anche lui era in cabina di regia. Ne ha preso parte e chiarirà i suoi comportamenti. Siamo una comunità grande che può affrontare le discussioni”.

Sul chiarimento chiesto da Di Maio, Conte rivendica: “L’ho chiesto prima io e ci sarà senz’altro. Di Maio avrà modo di chiarire il suo operato e la sua agenda”. Operato che è sembrato non proprio in linea con le decisioni adottate dall’ex premier. Lo scontro è degenerato dopo la candidatura, concordata con Salvini, Meloni e Letta (che poi ha fatto retromarcia dopo i malumori interni al Pd) di Elisabetta Belloni, la numero uno dei servizi segreti italiani bruciata nel giro di poche ore da Renzi e dallo stesso Di Maio (“Trovo indecoroso che sia stato buttato in pasto al dibattito pubblico un alto profilo come quello di Elisabetta Belloni. Senza un accordo condiviso”).

Ma già in precedenza, nel corso dell’imbarazzante settimana dei partiti politici, Conte e Di Maio viaggiavano su binari diversi, con quest’ultimo che nel tempo, anche per il ruolo istituzionale che ricopre, avvicinatosi più al premer Draghi e a posizioni moderate.

In soccorso di Conte arriva anche Alessandro Di Battista, sempre più vicino al ritorno alla politica attiva (manca poco più di un anno alle elezioni). L’ex grillino, i cui rapporti con Di Maio sono precipitati da tempo, difende il capo politico del Movimento: “Da anni è necessaria una riflessione politica all’interno del Movimento ma è vigliacco mettere oggi sul banco degli imputati l’ultimo arrivato che al netto d’idee diverse su alcune questioni considero persona perbene e leale”.

Parole che vengono accolte positivamente da Conte: “Stimo Alessandro Di Battista. E’ una persona genuina, possiamo avere diverse opinioni politiche, ma lo rispetto e lo stimo. In politica, la qualità di essere persona perbene è importante per garantire che i traguardi siano ambiziosi, che ci sia l’etica pubblica. Ma essere perbene non è sufficiente. La politica deve esprimere delle battaglie e occorre anche tanta determinazione e coraggio”.

 

 

Redazione