Parte dalle piccole e medie imprese, ma con una forte virata sulla giustizia, sulla durata giusta dei processi e sulla situazione delle carceri italiane. Il presidente del Consiglio Mario Draghi, nella replica ai deputati dopo le ore di interventi in vista del voto di fiducia previsto questa sera, parla della ripartenza economica da affidare anche al ruolo di piccole e medie imprese, che per il premier “comporta e incrocia internazionalizzazione, accesso al capitale, investimenti, per rafforzare la nostra manifattura e renderla più competitiva. Sostenere l’internazionalizzazione, potenziare il credito imposta per investimenti in ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno e consulenza per la quotazione delle pmi”.

Uno sguardo, rivendica Draghi, “costantemente rivolto al futuro che confido ispiri lo sforzo comune” per uscire dalla pandemia e dalla crisi economica e che “certamente caratterizzerà l’azione del mio governo“, ha detto il premier rivolgendosi ai deputati.

Nella replica alla Camera, durata 13 minuti e interrotta da otto applausi, Draghi ha sottolineato quindi che andrà esteso il piano di industria 4.0 “per favorire e accompagnare le imprese nel processo di transizione tecnologica e sostenibilità ambientale”. Un premier che ha insistito anche sulla “tutela del made in Italy” e “contro la concorrenza sleale”, temi che vedranno “impegno totale” da parte del Governo.

CORRUZIONE – L’ex numero uno dell’Eurotower ha promesso che l’esecutivo terrà in forte considerazione la battaglia sulla corruzione, perché “un Paese capace di attrarre investitori anche internazionali deve difendersi dai fenomeni corruttivi che rappresentano un veicolo di ingerenza criminale anche da parte delle mafie e un fattore disincentivante sul piano economico per gli effetti depressivi sulla competitività e la libera concorrenza“, ha ricordato ai deputati.

Draghi ha anche ricordato come “la farraginosità degli iter è causa inaccettabile di ritardi amministrativi ma anche terreno fertile in cui si annidano e prosperano i fenomeni illeciti“.

IL CAPITOLO GIUSTIZIA – Forte il richiamo al tema della giustizia, che appare in netta discontinuità rispetto alla gestione grillina del Guardasigilli Alfonso Bonafede. Non a caso l’ex presidente della Bce ha affidato l’incarico ad una professionista come Marta Cartabia, distante anni luce dall’ex ministro pentastellato fautore della linea manettara cara ai 5 Stelle.


Draghi ha chiarito di voler “intraprendere azioni per migliorare l’efficenza della giustizia penale e civile quale servizio pubblico essenziale che rispetti tutte le garanzie che richiedono un tempo del processo giusto e ragionevole in linea con la media degli altri Paesi europei”.

Il presidente del Consiglio promette inoltre che non sarà trascurata “la condizione di tutti coloro che lavorano e vivono nelle carceri, spesso sovraffollate, esposte a rischio e paura del contagio e particolarmente colpite dalla funzione necessarie a contrastare la diffusione del virus”.

SPORT – Draghi ha quindi toccato anche l’argomento sport, dato che nel suo governo non c’è spazio per un ministero ad hoc, riservato nel Conte bis al grillino Vincenzo Spadafora. Sullo sport, ha chiarito Draghi, “il fatto che non abbia detto nulla non vuol dire che non è importante. E’ un mondo fortemente radicato che è stato molto colpito dalla pandemia. Questo Governo si impegna a preservare e sostenere il sistema sportivo italiano”.

TURISMO – Un focus quindi sul turismo, che è tornato ad avere un suo ministero dedicato affidato al leghista Massimo Garavaglia, Draghi ha ricordato le parole già sottolineato ieri, ovvero che “se c’è un settore che riparte è quello, quindi merita sostegno mentre su altri settori tecnologici non lo sappiamo”.

A tal proposito il premier ha citato i “grandi eventi sportivi nazionali e internazionali, di cui la massima espressione sono le olimpiadi invernali di Milano-Cortina” che l’Italia ospiterà nel 2026. “Il lavoro che dobbiamo sviluppare per prepararci al meglio all’evento è già una manifestazione di fiducia nel futuro dell’Italia, sia al suo interno sia all’estero, oltre che un’occasione per il suo sviluppo specie nel campo delle infrastrutture, del turismo, dell’innovazione tecnologica, della ricerca e della sostenibilità ambientale”, ha spiegato Draghi.

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Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia