Joe Biden è il 46esimo presidente degli Stati Uniti. La prima a dare la notizia è stata la Cnn con le sue proiezioni, secondo cui il candidato democratico ha conquistato i 270 grandi elettori necessari per vincere le elezioni, aggiudicandosi la Pennsylvania e attestandosi a 273.  Biden conquista la Casa Bianca con la vittoria in Pennsylvania e i suoi 20 grandi elettori. “Sono umilmente onorato dalla fiducia che gli americani hanno riposto in me e Harris. Ora è tempo di mettere via la rabbia e l’aspra retorica. È tempo di riunire il Paese”, ha subito twettato Biden. Per la prima volta una donna è vicepresidente degli Stati Uniti. Kamala Harris, discendente di immigrati indiani e giamaicani, è entrata nella storia.

A quattro giorni dalla chiusura dei seggi e dopo una gara elettorale dal fiato sospeso con testa a testa e colpi di scena, Biden l’ha spuntata aggiudicandosi la Casa Bianca.  L’ex vicepresidente adesso ha un numero sufficiente di grandi elettori per essere certo della vittoria. Per Biden, un veterano della politica e già vicepresidente per 8 anni con Barack Obama, si tratta del terzo tentativo per conquistare la più alta carica del Paese, e l’unico vincente.

Oltre alla Cnn, anche le emittenti Cbs e Nbc e l’agenzia stampa Associated Press hanno dato vincente Biden. La vittoria in Pennsylvania era infatti fondamentale: al candidato democratico mancavano infatti 17 grandi elettori per superare la soglia di 270, ma con la vittoria nello stato – dove con il 98% dei voti scrutinati ha un vantaggio di mezzo punto percentuale e circa 34 mila voti su Trump – ne ha portati a casa 20, arrivando così a quota 273 grandi elettori. Donald Trump è invece il primo presidente degli Stati Uniti in carica a non essere rieletto dopo George Bush padre nel 1992, erano 18 anni che un presidente in carica non veniva rieletto per il secondo mandato.

A 77 anni, Biden ha alle spalle oltre 30 anni da senatore e due mandati da vice di Obama (2009-2017), e questa è per lui è stata la terza corsa per la Casa Bianca. La prima volta ci provò lanciandosi nelle primarie Dem nel 1988, ma dovette ritirarsi dopo le accuse di plagio (uno dei suoi discorsi somigliava molto a quello di un laburista britannico). La seconda volta, nel 2008, fu battuto da Obama, che poi lo volle come suo vice proprio perché aveva bisogno di un veterano: Barack aveva il carisma, Joe – che carismatico notoriamente proprio non è – aveva l’esperienza politica. Questo contro Donald Trump è dunque per Biden il terzo tentativo per la presidenza: nel 2016 non provò a soffiare la corsa a Hillary Clinton perché ancora molto scosso dalla morte nel 2015 del figlio Beau, procuratore generale del Delaware, scomparso per un cancro al cervello.

Non è l’unica tragedia privata che Biden ha dovuto affrontare. Ancora 29enne, nel 1972, perse la prima moglie Nilia e la figlia Naomi in un incidente d’auto in cui invece sopravvissero, feriti, i due figli. Il secondo matrimonio, con l’attuale moglie Jill, giunse cinque anni dopo, e insieme ebbero una figlia.

Biden si è presentato agli elettori con una coalizione larga e con una novità epocale: Kamala Harris, che ora diventerà la prima vice presidente donna e ‘black’ della storia. Il ticket Biden-Harris ha promesso di riunificare il Paese, nel mezzo della pandemia e della crisi economica. Non c’è stata l’ ‘onda blu’ travolgente prevista da alcuni sondaggisti. Gli Stati Uniti restano divisi in modo ancora più aspro. Per Biden non sarà facile governare, questo è certo. Il Senato è ancora in bilico e probabilmente lo sarà fino al 5 gennaio, quando ci sarà il ballottaggio per i due seggi della Georgia. Al momento il tabellone è 48 a 48. I democratici devono arrivare a 50 su 100. A quel punto Kamala Harris potrà spezzare l’equilibrio, come presidente del Senato.

L’altra grande vittoria di Biden è quella dell’affluenza: circa 150 milioni di elettori, contro i 137,5 milioni di quattro anni fa. Biden è il candidato che ha ottenuto più consensi di sempre, anche più di quanti ne ottenne Obama: 73 milioni e, per un curioso paradosso, il suo avversario, con 70 milioni, è il secondo. Trump ha accumulato circa 5,7 milioni di preferenze in più rispetto al 2016. Ma era, ed è rimasto, un leader minoritario nel Paese. Aveva perso con un distacco del 2,1% nel voto popolare contro Hillary Clinton e ora è sotto del 2,8%. Non è riuscito a fare breccia nell’altra metà dell’America e per questo motivo ha perso.

Donald Trump rimarrà in carica fino alla fine del suo mandato, ovvero fino a gennaio dall’anno prossimo. Al netto dei vari ricorsi presentati in diversi Stati e del riconteggio probabile dei voti in Georgia e in Pennsylvania, l’esito delle elezioni andrà confermato prima del 20 gennaio 2021, giorno in cui dovrebbe tenersi l’inaugurazione ufficiale. La cerimonia segnerà l’inizio del mandato di Biden che durerà fino al 2024, anno in cui si terranno le nuove elezioni e la gara ricomincerà da capo.