Faccia a faccia duro ma rispettoso a Salt Late City tra i due candidati vice presidenti Kamala Harris e Mike Pence, l’unico in vista delle presidenziali del prossimo 3 novembre. Niente a che vedere con la rissa, il primo dibattito caotico di Cleveland, tra i due candidati presidenti Donald Trump e Joe Biden. Al centro dello scontro la pandemia da coronavirus e la sua gestione da parte del presidente in carica Trump, al momento in convalescenza alla Casa Bianca, dopo avere contratto il virus e dopo essere stato ricoverato all’ospedale militare Walter Reed.

A moderare il dibattito Susan Page di Usa Today. Tra i due candidati barriere di plexiglass che inizialmente il team di Pence aveva rifiutato. “Chi è contro di noi è contro l’America”, il succo delle parole di Pence, secondo alcuni osservatori moderato apparentemente, soltanto nei toni, ma nei contenuti sullo stesso piano di Trump. È stato secondo molti il dibattito più atteso tra i vice della storia: per via dell’incertezza sui prossimi dibattiti tra i candidati presidenti, vista la positività al virus di Trump, e considerando l’avanzata età sia di Trump (74) che di Biden (77).

Per il sondaggio della Cnn la candidata democratica ha battuto con ampio margine l’attuale vice presidente Pence: circa sei elettori su dieci, il 59%, hanno premiato Harris contro il 38% che ha premiato Pence. Risultato che conferma le previsioni della vigilia. E che mette in vantaggio il ticket democratico, Biden-Harris, come hanno riferito praticamente tutti i sondaggi nelle ultime settimane.

 

LA PANDEMIA – Kamala Harris è andata subito all’attacco: “È il più grande fallimento della storia americana”, “Donald Trump e Mike Pence sapevano in anticipo della pericolosità del virus e lo hanno nascosto, minimizzando la sua gravita”. E anche oggi non hanno un piano”: ha continuato l’affondo Harris, citando anche l’intervista in cui il presidente ammetteva al giornalista Bob Woodward di sapere già da tempo della pericolosità del covid-19 ma di non voler creare panico. “Trump ha messo la salute degli americani al primo posto”, “ha subito chiuso agli ingressi dalla Cina”, “abbiamo promosso la più grande mobilitazione dalla seconda guerra mondiale in termini sanitari”: Mike Pence difende così il lavoro del presidente contro la pandemia, e accusa Joe Biden e Kamala Harris di “minare la confidenza” degli americani nel vaccino. “Se Anthony Fauci e gli esperti mi dicessero di prendere il vaccino contro il covid-19 lo farei, ma se me lo dicesse Trump no”: la replica di Kamala Harris.

LO SCONTRO – “Una nazione divisa”, come disse durante la Guerra Civile Abraham Licoln. Questa, secondo molti osservatori, è l’America di oggi. Frammentata e divisa, che trova in Pence e Harris due esempi delle parti contrapposte: sull’economia, sull’aborto, sui media. Una risposta ha alzato l’attenzione in particolare: quando Mike Pence ha glissato sull’impegno ad un pacifico trasferimento dei poteri nel caso di sconfitta per Donald Trump alle presidenziali Usa. “Possiamo non essere d’accordo ma alla fine, come americani, dobbiamo sempre trovare il modo di essere uniti”, ha chiosato Pence

 

IL FUTURO – “Il dibattito più importante da 40 anni, da quando sono iniziati quelli tra i vice – aveva scritto John Hudak del think tank Brookings Institution – e gli americani seguiranno il dibattito tra i vice con la rinnovata consapevolezza del fatto che uno di questi due individui potrebbe facilmente diventare presidente, non correndo per la presidenza, ma come successore”. Quello di Salt Lake City potrebbe essere stato l’ultimo duello prima del voto, se quelli tra Donald Trump e Joe Biden saltassero a causa del virus.

LA MOSCA – Una mosca che per due minuti si è posata su Pence ha attirato la attenzione durante una fase del dibattito. Sui social si è scatenata l’ironia. Anche Joe Biden ha twittato sull’episodio. “Mike Pence WON BIG”, ha twittato alla fine del faccia a faccia Donald Trump.

Redazione