Elly Schlein scende ufficialmente in campo e si candida alla segreteria del Partito democratico. L’annuncio, così come previsto, avviene nel corso dell’evento “Parte da Noi” in programma domenica mattina, 4 dicembre, al Monk di Roma. Sedie disposte a circolo, un leggio al centro, la deputata, accolta dai cori di “Bella ciao“, ha chiesto l’aiuto dei presenti: “Se lo facciamo insieme io ci sono, non mi tiro indietro, costruiremo insieme questa candidatura e questo progetto per dimostrare che io posso diventare la segretaria del nuovo Partito democratico“.

“Facciamolo insieme”, ha ribadito, “io insieme a voi voglio diventare la segretaria del nuovo Partito democratico”, partito di cui riprenderà la tessera in questa settimana “per rispetto di questa comunità, per entrare in ascolto e in punta di piedi” ha sottolineato Schlein che avverte: “Non ci saranno mai gli schleiniani” perché “siamo qua non per fare una nuova corrente, noi vogliamo superare le correnti. Siamo un’onda non una corrente nuova”.

Nel corso del suo intervento, l’ex vicepresidente della regione Emilia-Romagna, guidata da Stefano Bonaccini, che con Giorgio Gori correrà per la segreteria Dem, ha scaricato sul leader di Italia Viva Matteo Renzi le responsabilità del suo addio al Pd. “Renzi sostiene di averci messo lui in Parlamento, in realtà lo hanno fatto le 53mila preferenze di chi mi chiese di partecipare. A Renzi va un altro merito, quello di avermi spinto fuori dal Pd e dalla sua gestione arrogante e incapace di fare sintesi, dopo aver calato dell’alto riforme mai votate dalla direzione e aver umiliato chiunque avesse un’idea diversa dalla sua”.

Poi rincara: “Ha lasciato macerie e se n’è andato a fare altro. Non capisco perché siano tanto interessati a dire al Pd che cosa fare. Chi sta già ammiccando con la destra non può dirci come costituire la sinistra”. Schlein fa sapere che accetterà “qualsiasi esito del congresso, lavorando dal giorno dopo per l’unità. Un grande in bocca al lupo agli altri candidati, sono tutte persone che stimo“. L’obiettivo della Costituente è quello di valorizzare una nuova classe dirigente, con amministratrici e amministratori, è una sfida, non la vince chi si candida ma una comunità”.

La sua visione politica è quella di non chiudere al Movimento 5 Stelle e al Terzo Polo, nonostante i rapporti con Renzi non aiutino. “La questione delle alleanze verrà dopo, ho già detto dopo il 25 settembre la grave responsabilità che le rotture hanno prodotto, che sarebbe irresponsabile perseguire questa strada, l’invito sarà sempre provare a sederci attorno a un tavolo, ci sono cose che si possono fare insieme alle altre opposizioni. Incominciamo a farle subito, coordinandoci in Parlamento”.

Sul ruolo della donna le parole di Schlein sono durissime: “Questo Paese fa fatica a pensare che una donna possa farsi strada senza essere strumento di altri, dimostreremo il contrario. Ai candidati uomini non si va a vedere chi ci sta dietro” spiega in riferimento alle voci relativi ad alcuni dirigenti del Pd pronti a sostenere la discesa in campo della 37enne nata a Lugano.

Da qui il duro attacco alla premier Giorgia Meloni: “Non tutte le leader femminili sono leadership femministe. Non ce ne facciamo nulla di una leader donna che non aiuta le altre donne e non ne difende i diritti a prescindere da quelli sul proprio corpo. E fa cassa su opzione danna discriminando chi non ha figli”.

“Il Governo di Giorgia Meloni si è insediato da pochi e ha mostrato il volto della peggiore ideologia di destra di questo Paese” ha aggiunto Schlein secondo cui “serve una legge sui caregiver, dobbiamo restituire tempo e professionalità alle donne” mentre nel Pd “il lavoro deve essere tornare ad essere un tema centrale. Lo stiamo dicendo in tanti ma non basta dirlo, bisogna capire come migliorare le condizioni del lavoro nel nostro Paese”.

“Abbiamo di fronte tre sfide cruciali: diseguaglianze, clima e precarietà -aggiunge – Le destre non nominano mai, è come se vivessero in un altro paese. Come si fa a parlare di merito se non tutti hanno le stesse possibilità di partenza?”. Inoltre “dobbiamo difendere la sanità pubblica dagli attacchi di chi vuole tagliare e privatizzare”.

Mentre sulla manovra del nuovo esecutivo, che prevede anche il taglio del reddito di cittadinanza, la candidata alla segreteria Dem osserva: “E’ una manovra che premia gli evasori e punisce chi sta peggio. Si risparmia su poveri tagliando il reddito di cittadinanza che ha impedito a un milione di persone di finire sotto la soglia di povertà. Come si fa a parlare in astratto di occupabilità con i livelli di disoccupazione che abbiamo e 3 milioni di lavori poveri. Vogliamo un Paese in cui lavoro e poveri non stiano nella stessa frase”.

LE LACRIME PER LA SORELLA – In apertura dell’incontro al Monk, Schlein, con un pizzico di commozione, ha parlato dell’attentato subito dalla sorella Susanna nei giorni scorsi: “Sono stati giorni difficili per me, avevo proprio bisogno di vedervi, di stare insieme. Mando un abbraccio forte alla mia famiglia, a mia sorella, a mio cognato, ai miei genitori, per la forza che mi trasmettono. Un abbraccio grande alla mia famiglia, a mia sorella, mio cognato, i miei nipoti e mio fratello per tutta la forza che mi trasmettono”.

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