Per qualcuno il tasso di assenza a scuola era del 90 per cento. Altri invece in classe non c’erano mai entrati. Contestano il reato, penale, di inosservanza dell’obbligo dell’istruzione dei figli minori, i carabinieri di Grumo Nevano in provincia di Napoli, ai genitori di venti bambini individuati e denunciati dai militari durante una serie di controlli contro la dispersione scolastica che da Grumo si sono estesi anche nella vicina Casandrino.

Dagli accertamenti effettuati negli istituti comprensivi “Pascoli”, “Cirillo”, “Marconi” e “Torricelli”, insieme con i dirigenti scolastici e gli assistenti sociali, è emerso che 20 ragazzi, nonostante fossero iscritti in quelle scuole dallo scorso settembre 2021, non avevano rispettato l’obbligo di frequenza. Per qualcuno il tasso di assenza riscontrato è stato superiore al 90%. Altri invece a scuola non c’erano mai entrati. Parliamo di bambini tra le elementari e le medie che a scuola ci vanno raramente o mai. La pandemia ha certamente acuito questo fenomeno che non va sottovalutato.

Un problema, quello della dispersione scolastica, che si ripercuote fortemente sulla società. Non a caso, molti dei giovanissimi che si rendono protagonisti di tristi vicende di violenza che negli ultimi mesi sempre più spesso balzano alle cronache, non vanno a scuola. Le denunce di inadempienza spesso arrivano troppo tardi, quando la scuola è ormai già finita e imporre il rientro in classe è impossibile. Chissà se i genitori di questi bambini a settembre ricorderanno di mandare i figli a scuola e chissà se ai carabinieri la notizia da notificare arriverà ancora una volta a giugno. Il problema non è chiaramente solo a Casandrino o Grumo Nevano (in questo caso solo esemplificativi) ma riguarda tutto il territorio, piagato da anni dal problema dei bambini che a scuola non ci vanno.

Secondo la normativa il dirigente scolastico opera un puntuale controllo sulla frequenza scolastica sin dall’inizio dell’anno scolastico. Individua tempestivamente come inadempienti le studentesse e gli studenti che per un massimo di cinque giorni consecutivi si siano assentati senza giustificazione valida o che abbiano cumulato dieci giorni di assenze saltuarie ingiustificate dall’inizio dell’anno scolastico, fermo restando lapresenza di “segnali predittivi”, quegli atteggiamenti che possono risultare sintomatici di un problema e che possono essere intercettati sin dai primi giorni di scuola.

Verificata la natura delle assenze e/o la contemporanea presenza di altri segnali deboli, il dirigente scolastico mette in atto — laddove possibile – ogni strategia pedagogico-educativa per il recupero e segnala, senza indugio, la studentessa/lo studente inadempiente all’ente locale. Trascorsi trenta giorni dalla segnalazione all’ente locale, nel caso in cui l’assenza ingiustificata permanga, il dirigente scolastico avrà cura di segnalare la studentessa/lo studente alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni anche in assenza di riscontri dal servizio sociale, fornendo tutte le informazioni circa le problematiche emerse e gli eventuali interventi già messi in campo. Resta ferma, comunque, la possibilità di trasmettere in qualunque momento segnalazione alla Procura presso il Tribunale per i minorenni per situazioni che appaiano di particolare gravità. A quel punto scattano le denunce che però arrivano sempre troppo tardi.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.