Giunti ormai al 39esimo giorno di guerra in Ucraina, nel Paese la notizia più importante riguarda la ritirata dalle truppe russe che ha permesso ai militari fedeli al governo di Volodymyr Zelensky di portare sotto il proprio controllo l’intera regione di Kiev.

Proprio la ritirata russa ha però consentito di scoprire l’orrore dell’occupazione dei militari di Mosca. A Bucha sono state scoperte alcune fosse comuni mentre alcuni testimoni hanno raccontato che i bambini ucraini sarebbero stato utilizzati come scudi umani per proteggere la ritirata.

Ucraina dove l’intervento militare degli alleati potrebbe essere ulteriormente rinforzato da una scelta a suo modo ‘storica’. Secondo una indiscrezione del New York Times, non smentita, gli Stati Uniti sono pronti a consegnare carri armati all’Ucraina: si tratterebbe di tank ‘sovietici’ che verranno acquistati da paesi dell’Est e poi ceduti a Kiev.

Nella capitale potrebbe andare anche Papa Francesco. Il Pontefice, che ieri ha criticato Putin senza citarlo, dicendo che “provoca e fomenta conflitti”, starebbe valutando una visita nella capitale ucraina.

La diretta

ORE 21:45 – IL MINISTRO DI MAIO: “FORNIREMO PROVE CRIMINI DI GUERRA A BUCHA, POSSIBILI NUOVE SANZIONI” – Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intervistato a ‘Che tempo che fa’ su Rai3, parla delle immagini del massacro compiuto dalle forze russe a Bucha, definendo quanto compiuto dai militari “crimini di guerra” e “noi forniremo tutte le prove che abbiamo per aiutare l’Ue e la Corte penale internazionale a punire questi atroci crimini”

Di Maio non esclude che “nelle prossime ore ci possa essere un dibattito sul tema dell’import di idrocarburi dalla Russia”.

ORE 20:45 – ZELENKY ACCUSA GLI STATI UNITI: “NON CI HANNO DATO GARANZIE DI SICUREZZA” – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista all’emittente americana Cbs ha accusato gli alleati statunitensi di non aver fornito garanzie di sicurezza nella forma richiesta dall’Ucraina.

Pur ringraziando l’amministrazione Biden per quanto fatto ad oggi, Zelensky ha ricoradato che “non ci hanno dato garanzie di sicurezza. Questo deve essere compreso”. Stessa accusa è stata rivolta anche agli altri paesi del fronte occidentale.

ORE 20:15 – CANCELLIERE SCHOLZ ANNUNCIA SANZIONI CONTRO RUSSIA DOPO BUCHA – Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha annunciato nuove sanzioni contro la Russia per i “crimini di guerra” commessi dalle forze armate del Cremlino a Bucha, spiegando che le misure saranno decise con i partner nei prossimi giorni.

ORE 19:40 – ONU SU BUCHA: “CADAVERI RITROVATI SOLLEVANO DOMANDE SU CRIMINI GUERRA” – Anche l’Onu interviene sul ‘presunto’ massacro russo a Bucha. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres si è detto “profondamente scioccato dalle immagini dei civili uccisi a Bucha”. “È essenziale che un’indagine indipendente faccia luce sui responsabili”, ha aggiunto in un breve comunicato stampa. L’Onu sottolinea che i corpi scoperti a Bucha “sollevano serie domande su eventuali crimini di guerra”.

ORE 18:30 – KIEV ACCUSA: “RUSSIA HA DEPORTATO 40MILA PERSONE DA MARIUPOL” – L’esercito russo avrebbe trasferito con la forza 40mila residenti di Mariupol nei territori sotto il suo controllo nel Donbass. L’accusa arriva dalla commissaria per i diritti umani Liudmyla Denisova, che ha fornito le cifre attraverso il suo canale Telegram.

Russi che avrebbero anche trasferito con la forza 17 bambini da un ospedale nella città assediata, separandoli dai loro genitori, rimasti a Mariupol e successivamente evacuati a Zaporizhia, sotto il controllo ucraino.

ORE 18:00 – MOSCA SU BUCHA: “IMMAGINI MANIPOLATE DA MEDIA UCRAINI E OCCIDENTALI” – A Bucha non c’è stato alcun massacro. Mosca respinge infatti le accuse di aver compiuto una strage di civili nella città a nord-ovest della capitale ucraina.

Il ministero della Difesa, secondo quanto riporta la Tass, ha bollato le foto ed i video sui morti di Bucha come “fake prodotti da Kiev e dai media occidentali”, sottolineando che la città era stata bombardata dagli ucraini quando era ancora controllata dai russi. “Durante il periodo in cui Bucha era sotto il controllo delle forze armate russe, nessun residente locale ha subito azioni violente”, spiega il ministero russo.

ORE 17:05 – VON DER LEYEN: “SERVE INCHIESTA INDIPENDENTE SU BUCHA” – La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su Twitter ha spiegato che “è necessaria con urgenza una inchiesta indipendente” su  quanto sta accadendo in Ucraina e in particolare a Bucha, denunciando “gli orrori indicibili nelle zone da cui la Russia si sta ritirando”. “Gli autori di crimini di guerra saranno chiamati a rispondere”, ha concluso von der Leyen.

ORE 16:20 – ZELENSKY: “RUSSIA HA COMMESSO GENOCIDIO IN UCRAINA” – La Russia è responsabile di un “genocidio” in Ucraina per eliminare “l’intera nazione”, dopo il ritrovamento di fosse comuni a Bucha. L’accusa arriva dal presidente Volodymyr Zelensky un’intervista alla tv americana Cbs. “Questo è un genocidio. L’eliminazione dell’intera nazione e del popolo ucraino. In Ucraina abbiamo cittadini di più di 100 nazionalità. Si tratta della distruzione e dello sterminio di tutte queste nazionalità”, ha detto Zelensky.

ORE 15:50 – A BUCHA FOSSA COMUNE CON 57 CORPI – Il capo dei soccorritori Serhii Kaplytchny ha denunciato come a Bucha siano stati trovati in una fossa comune i cadaveri di 57 persone, una dozzina di corpi erano visibili mentre alcuni solo parzialmente sepolti,

“Qui, in questa lunga tomba, sono sepolte 57 persone”, ha detto Kaplytchnyi, che sta organizzando il recupero dei corpi.

ORE 15: 10 – PESKOV: “INCONTRO PUTIN-ZELENSKY SOLO DOPO DOCUMENTO SCRITTO” – “Putin non ha mai rifiutato un tale incontro, e sì, è ipoteticamente possibile. Ma perché si svolga è necessario un documento scritto specifico. Poi, verrà il turno dell’incontro”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in un’intervista al canale Rossiya 1 in merito a un incontro fra il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Volodymyr Zelensky.

ORE 14:35 – ANCHE DI MAIO CONDANNA VIOLENZE DI BUCHA – Anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio condanna il brutale assedio russo a Bucha. Dalla città arrivano “immagini agghiaccianti”, scrive su Twitter Di Maio. “Corpi di civili ucraini a terra, uccisi, con le mani legate. Crudeltà, morte, orrore. Accertare il prima possibile l’esistenza di crimini di guerra. Queste atrocità non possono restare impunite. Con il popolo ucraino, la guerra russa va fermata”, è il messaggio del titolare della Farnesina.


ORE 13:30 – NUOVE ESPLOSIONI NELLA CITTA’ RUSSA DI BELGOROD – L’agenzia Reuters, citando due testimoni, riferisce di due forti esplosioni nella città russa di Belgorod, distante circa 50 chilometri dal confine con l’Ucraina. A Belgorod pochi giorni fa un attacco ucraino ha danneggiato un deposito di carburante utilizzato dalle forze armate russe.

Uno dei testimoni ha detto che le esplosioni erano così potenti da scuotere i vetri delle finestre della sua casa a Belgorod.

ORE 13:25 – A Bucha il volto più drammatico della guerra: la città ucraina è letteralmente “cosparsa di cadaveri” dopo le esecuzioni sommarie da parte russa di cittadini giustiziati in strada

ORE 12:35 – L’UCRAINA: “A BUCHA GENOCIDIO E CRIMINI DI GUERRA, SERVONO ALTRE SANZIONI” – Quanto accaduto a Bucha, dove sono state scoperte fosse comuni e i russi avrebbero usato bambini come scudi umani per proteggere la ritirata, è “un atto deliberato, i russi vogliono eliminare più ucraini che possono”.

Sono le parole del ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, che sollecita “nuove sanzioni devastanti subito” da parte del G7, in particolare l’embargo su petrolio, gas e carbone, la chiusura di tutti i porti a navi e beni russi e la disconnessione di tutte le banche russe dal circuito Swift.

Dure anche le parole del sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, che ha parlato di “genocidio” a Bucha e che il presidente russo Putin è “responsabile di questi crudeli crimini di guerra”.


ORE 12:20 – EUROPA PRONTA A NUOVE SANZIONI CONTRO LA RUSSIA – L’Unione europea è pronta a nuove sanzioni per colpire l’economia russa. A scriverlo su Twitter è il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, che si è detto “scioccato dalle immagini delle atrocità commesse dall’esercito russo nella regione di Kiev ora liberata”. L’Ue “sta assistendo gli ucraini e le Ong nel raccogliere le prove da portare nelle corti internazionali”, aggiunge Michel.

ORE 11:55 – I PROFUGHI UCRAINI GIUNTI IN ITALIA – Sono “81.739 le persone giunte finora in Italia” dall’Ucraina. Si tratta, riferisce il Viminale su Twitter, di “42.181 donne, 8.285 uomini e 31.273 minori. Rispetto a ieri, l’incremento e’ di 1.117 ingressi nel territorio nazionale: le destinazioni principali sono Milano, Roma, Napoli e Bologna”.

ORE 11:40 – VICEPREMIER POLACCO: “DISPOSTI A OSPITARE ARMI NUCLEARI USA” – La Polonia alza il tiro nella ‘guerra diplomatica’ con la Russia. il vice primo ministroJ aroslav Kaczynski ha affermato che Varsavia è aperta al dispiegamento di armi nucleari statunitensi sul suo territorio se servisse. Lo ha detto Kaczynski in un’intervista al quotidiano tedesco Welt am Sonntag, citato dai media ucraini.

“Se gli americani ci chiedessero di mantenere le armi nucleari statunitensi in Polonia, saremmo aperti a questo. Rafforzerebbe in modo significativo la deterrenza su Mosca”, ha detto Kaczynski.

ORE 11:20 – SEPARATISTI DONETSK: “APERTO CORRIDOIO UMANITARIO A MARIUPOL” – Eduard Basurin, portavoce dei separatisti filo-russi della Repubblica popolare di Donetsk, ha confermato che dalla scorsa mezzanotte è in vigore un cessate il fuoco temporaneo per consentire l’evacuazione di “cittadini stranieri” da Mariupol.

“Un corridoio umanitario da Mariupol a Berdyansk è in corso dalla mezzanotte del 3 aprile. Le forze armate russe e della Repubblica di Donetsk garantiscono il rigoroso rispetto di un cessate il fuoco temporaneo lungo questa strada. Da Berdyansk, gli stranieri possono essere evacuati lungo qualunque strada: via terra verso la Crimea o verso i territori controllati da Kiev, oppure via mare”, ha detto Basurin citato da Interfax.

ORE 10:55 – IL MINISTERO DELLA DIFESA RUSSO: “DISTRUTTA RAFFINERIA DI PETROLIO A ODESSA” – Da Mosca arriva la confermata del pesante attacco a Odessa. “Questa mattina missili di precisione guidati dal mare e dall’aria hanno distrutto una raffineria di petrolio e 3 impianti di stoccaggio di carburante nelle vicinanze di Odessa, che fornivano carburante al gruppo di forze ucraine vicino a Mykolaiv”, ha dichiarato il portavoce del ministero della difesa russo, Igor Konashenkov, ripreso da Interfax.

ORE 10:30 – UNDICI SINDACI UCRAINI PRIGIONIERI DEI MILITARI RUSSI – Sono ancora undici i sindaci ucraini prigionieri dell’esercito russo. A dirlo è stata la vice premier di Kiev Iryna Vereshchuk, citata da Ukrinform.

“Ad oggi, 11 capi delle comunità locali delle regioni di Kiev, Kherson, Kharkiv, Zaporizhzhia, Mykolaiv e Donetsk sono in cattività. Informiamo il Comitato Internazionale della Croce Rossa, le Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali su di loro, così come su altri civili scomparsi. Sono detenuti illegalmente, detenuti con la forza “, ha detto Vereshchuk.

ORE 10:05 – LIBERATO DAI RUSSI SINDACO DI BERYSLAV – Il sindaco di Beryslav, Oleksandr Shapovalov, è stato rilasciato dai russi che lo avevano catturato lo scorso 20 marzo. La notizia è stata confermata dallo stesso Shapovalov all’emittente Suspilne: “Sono stato rilasciato la scorsa notte, adesso sono a casa. Va tutto bene”, ha dichiarato.

ORE 9:45 – Le parole di fuoco di Kuleba, il ministro degli Esteri ucraino spinge Draghi ad inviare altre armi e accusa i filo-Putin italiani: “Stare con lui è immorale e illegale, sostengono i crimini di guerra”

ORE 9:15 – A ODESSA COLPITI DEPOSITI CARBURANTE VICINO AL PORTO – Secondo molteplici fonti, a essere colpiti dai razzi russi a Odessa sono dei depositi di carburante vicino al porto.

L’attacco però, secondo l’ufficiale del comando operativo “Sud” Vladislav Nazarov, citato da Unian, non avrebbe provocato vittime. Il vice del consiglio comunale di Odessa, Petro Obukhov, ha chiesto ai cittadini di restare in casa e non interferire coi soccorsi.

ORE 8:20 – ODESSA SOTTO ATTACCO – La città di Odessa è sotto attacco aereo. Le notizia di bombe ed esplosioni è stata confermata da Anton Herashchenko, consigliere del ministero degli Interni ucraino, sul suo canale Telegram, un post rilanciato da Moscow Times.

ORE 5:20 – CREMLINO CONFERMA: “OBIETTIVO SALVARE REPUBBLICHE DONBASS” – Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, in un’intervista televisiva con il canale Bielorussia-24, ha confermato che attualmente l’obiettivo della “operazione militare speciale” è quello di salvare le Repubbliche separatisti del Donbass. 

“La sovranità delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk è stata riconosciuta dalla Russia. Abbiamo riconosciuto la loro indipendenza, le abbiamo riconosciute come stati indipendenti. L’operazione militare speciale è stata avviata su richiesta di queste due repubbliche: uno degli obiettivi principali consiste nel salvare queste repubbliche e ripristinare la loro statualità entro i confini del 2014, entro i confini sanciti dalla costituzione delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk”, ha detto Peskov.

ORE 4:15 – REGNO UNITO VUOLE FORNIRE ARMI PER DIFESA ODESSA – Il Regno Unito vuole armare l’Ucraina con missili anti-nave per affondare le imbarcazioni da guerra russe e alleviare la pressione sulle città costiere bombardate dal mare, in primis Odessa. Lo scrive la versione online del Sunday Times, secondo cui il premier Boris Johnson ha detto ai suoi ministri che vuole fornire nuovi armamenti per impedire ai russi di avanzare su Odessa, proprio come i missili anticarro britannici sono serviti per fermare l’avanzata su Kiev.

ORE 3:30 – ZELENSKY ATTACCA ORBAN – Nel consueto videomessaggio alla nazione, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha attaccato il primo ministro ungherese Viktor Orban. Come riporta il Guardian, Zelensky ha detto di “aver parlato francamente di Orban: questa è l’onestà che manca al signor Orban, potrebbe averla persa da qualche parte nei suoi contatti con Mosca”.

ORE 3:00 – REGISTA KVEDARAVICIUS UCCISO A MARIUPOL – Mantas Kvedaravicius, noto regista lituano che aveva anche girato documentari su Cecenia e Donbass, è morto mentre cercava di lasciare la città ucraina di Mariupol dove era impegnato a documentare il conflitto. “Mantas Kvedaravicius è stato ucciso a Mariupol – ha scritto su Twitter l’ambasciatrice della Lituania negli Usa, Audra Plepyte – dove stava documentando le atrocità di guerra delle truppe russe. Era stato premiato per i suoi documentari girati anche a Mariupol e in Cecenia.

ORE 1:20 – PAESI BALTICO BLOCCANO IMPORTAZIONI GAS RUSSO – Dal primo aprile è scattato nei paesi baltici come Lettonia, Lituania ed Estonia il blocco delle importazioni di gas dalla Russia. “Anni fa il mio paese ha preso decisioni che ci consentono oggi di recidere facilmente i legami energetici con l’aggressore”, ha detto alla radio lettone Uldis Bariss, ceo di Conexus Baltic Grid, aggiungendo: “Se possiamo farlo, anche il resto d’Europa può farlo”.  Anche il presidente lituano Gitanas Nauseda su Twitter ha invitato anche il resto dell’Unione europea a seguire l’esempio dei paesi baltici.

ORE 0:50- BATTAGLIONE AZOV: “RESISTIAMO A MARIUPOL” – “Manteniamo ancora Mariupol, ma il nemico ha preso piede in città. Siamo assediati, nessuna risorsa arriva qui ma possiamo resistere a lungo grazie alla nostra motivazione. I problemi principali sono le risorse umane e le armi anticarro”. È la situazione descritta dal capo di stato maggiore del reggimento Azov, Bogdan Krotevich, dell’assedio della città del sud dell’Ucraina.

Redazione