L’intervista televisiva del ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, apre un caso politico e accende la dialettica nella maggioranza. Il centrosinistra protesta, Pd in testa. Ma tacciono i Cinque Stelle, mentre dal centrodestra si leva la voce di chi considera l’intervista al ministro russo “un formidabile colpo” giornalistico. “Alcune dichiarazioni di politici e media italiani sono andate oltre le buone norme diplomatiche e giornalistiche”, è l’affondo che il ministro russo ha portato in diretta su Rete 4. Ma non solo. Lavrov accusa l’Occidente di rubare i soldi russi per mezzo delle sanzioni e ribadisce che d’ora in avanti il gas proveniente da Mosca andrà pagato in rubli.

A corollario di tutto questo, risponde a una domanda sulle origini ebraiche di Zelensky – connessa alla “denazificazione dell’Ucraina” di cui parla spesso Vladimir Putin – con queste parole: “Zelensky è ebreo? Secondo me anche Hitler aveva origini ebree. Spesso gli ebrei sono stati i peggiori antisemiti”. Interviene Mauro Crippa, direttore generale dell’informazione Mediaset: “Le deliranti affermazioni del ministro degli esteri russo Lavrov a Zona Bianca rivestono particolare importanza perché confermano chiaramente la mancanza di volontà da parte di Putin di arrivare ad una soluzione diplomatica della guerra dei russi contro l’Ucraina. E comunque la si pensi, oggi sappiamo qualcosa in più della Russia e di chi la governa”. Definisce “falsi storici” gli “assurdi parallelismi su Hitler e gli ebrei”. Ma fa notare che Lavrov è il numero due della Federazione Russa e “l’intervista e’ un documento che fotografa la storia contemporanea”.

Il segretario del Partito Democratico parla di un “abisso” nel quale si troverebbe ormai la stampa italiana ridotta ad augurare “Buon lavoro ministro Lavrov”. In realtà Il giornalista Giuseppe Brindisi che conduceva l’intervista ha concluso dicendo: “Buon lavoro e spero che la pace arrivi presto”, che è una frase diversa da quella citata da Letta. Ormai per fare polemica tutto fa brodo. Si può anche prendere una frase, troncarla e rovesciarne il senso. Letta ha detto poi: “quel che è più grave è che la vicenda dello spot da propaganda di guerra anti Ucraina stia passando, con solo pochi scossoni”. Un riferimento e un richiamo a quelle forze politiche rimaste, fino a questo momento, silenti: “Siamo così pochi a pensare che non sia possibile, né accettabile? E che sia un’onta per l’Italia intera?”, si chiede Letta, probabilmente rivolgendosi ai 5 Stelle.

“Da Lavrov, un inaccettabile monologo negazionista della Shoah e dell’immane sofferenza del popolo ebraico”, denuncia Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera: “L’uso del peggior repertorio antisemita da parte del ministro russo non può non destare allarme né essere minimizzato, il tutto su Rete 4 e senza alcun contraddittorio. Pessima pagina”. Per Simona Malpezzi, presidente dei senatori Pd, “sono state pronunciate parole gravi frutto della peggiore disinformazione. Si tratta di un fatto che ci riguarda tutti: il ruolo dei programmi Tv è quello d’informare e non di fare pericolosa propaganda”. Il deputato dem, Filippo Sensi, chiede che l’ambasciatore russo sia subito convocato alla Farnesina, mentre il responsabile Sicurezza del Pd, Enrico Borghi, chiede che siano gli editori di Mediaset e La7 (quest’ultima protagonista di un altro caso) a spiegare le loro scelte davanti all’opinione pubblica: “Dopo l’uno-due Lavrov-Solovyev, gli editori di Mediaset Italia e La7 tv hanno il dovere di spiegare al Paese e alla sua opinione pubblica perché si sono prestati a questa operazione di propaganda russa, perno della ‘guerra ibrida’, che nulla ha a che vedere con l’informazione”, dice Borghi.

“L’imbarazzante e grave spettacolo reso da Mediaset con il ministro russo Lavrov, operazione evidentemente concordata al massimo livello dall’editore per come è stata proposta (dalla copertina in poi), faccia riflettere anche sul ruolo del servizio pubblico. Se ci fosse una Rai realmente presente e autorevole sull’informazione, episodi del genere avrebbero molta meno influenza sui telespettatori o forse non ne avrebbero alcuna’’, ha detto Michele Anzaldi, che per Italia Viva siede in commissione di vigilanza Rai, ospite del Riformista Tv. Pasquale Laurito, Velina Rossa, si chiede chi abbia preso accordi per avere l’intervista e se gli accordi riguardavano anche la forma in cui l’intervista è avvenuta. “Bisogna capire bene i contorni di questa intervista perché assumono un rilievo prettamente politico”, dice Laurito.

Silenzio di tomba dalle parti del Movimento. Beppe Grillo è atteso a Roma dove oggi parlerà – insieme con Conte – al convegno che il M5S dedica all’energia.
Nel centrodestra però sono diversi gli esponenti che hanno preso la parola per condannare l’atteggiamento del ministro russo, e in particolare la sua assurda fiondata antisemita. Gasparri, Santanché, Ruggeri e lo stesso Salvini hanno fatto notare come quello di Mediaset sia stato comunque un grande colpo giornalistico e che invocare la censura non è degno di una classe politica libera. Rete 4 è stata la prima rete europea che ha ottenuto un intervento diretto del numero 2 del Cremlino, e questo in un paese che pretende di difendere coi denti la libertà di stampa – hanno osservato – dovrebbe essere un punto di orgoglio. L’idea che l’Italia debba considerarsi in guerra e dunque debba passare a una informazione di guerra guidata dalla censura e dalla ragion di stato, è una follia. Difficile dar loro torto.

Ph.D. in Dottrine politiche, ha iniziato a scrivere per il Riformista nel 2003. Scrive di attualità e politica con interviste e inchieste.