Il leader di Italia Viva ed ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi non ha dubbi: un’ulteriore svolta a sinistra del Partito Democratico significherebbe acqua nel mulino del Terzo Polo, la realtà formata da Renzi con il leader di Azione Carlo Calenda che alle elezioni politiche del 25 settembre ha sfiorato l’8% alla Camera e al Senato, un risultato “strepitoso” per l’ex premier, “faremo la differenza”. Renzi si riferisce soprattutto a Elly Schlein, vicepresidente dell’Emilia Romagna, “astro nascente della sinistra italiana” secondo il Guardian, neanche iscritta più al Pd ma la più apprezzata dall’elettorato dem alla successione di Enrico Letta secondo i sondaggi. “Se la Schlein va alla segreteria mezzo Pd viene da noi, è un dato di fatto. Se Pd e 5 stelle si mettono d’accordo chi ha l’animo riformista non può stare con Conte e Casalino”, ha detto Renzi a Zona Bianca.

Se alla guida del Pd va la Schlein prevedo una bellissima, grande alleanza a sinistra con Conte, Bettini, D’Alema e noi alle prossime elezioni saremo la maggioranza. Una sinistra in quel modo è condannata a perdere. Se il Pd sceglierà Schlein auguri di buon lavoro a Schlein, Bettini e Conte, li vedo bene insieme ma penso che sono destinati a perdere le elezioni. Noi faremo l’interesse del Paese. Se fa cose giuste noi siamo con la Meloni, se sbaglia saremo contro la Meloni. Mi sembra molto giusto per il voto degli italiani, se sono bravi andranno avanti sennò falliranno”.

Schlein, 37 anni e laureata in Giurisprudenza, è nata a Lugano, figlia di un politologo statunitense e di una docente italiana. È stata appena eletta alla Camera da indipendente, è vice presidente dell’Emilia Romagna. È stata volontaria a sostegno della candidatura di Barack Obama nel 2008 e nel 2012, animatrice nella protesta di “Occupy Pd” contro i 101 franchi tiratori che nel 2013 annientarono la corsa di Romano Prodi al Quirinale. Eletta europarlamentare nel 2014, un anno dopo l’uscita dal Partito per le divergenze con la linea (e in particolare con il Jobs Act) dell’allora segretario Matteo Renzi.

Quindi l’esperienza con “Possibile” di Pippo Civati, la rottura e la corsa da capolista in Emilia Romagna con la lista “Coraggiosa” alle regionali del 2020: oltre 22mila preferenze. Alla Regione è vicepresidente e assessore di iniziative al Welfare e al patto per il clima per l’Emilia Romagna. Prima delle elezioni aveva detto al Guardian che la sinistra aveva passato l’ultimo anno a riconnettersi “con quei mondi con cui aveva sofferto delle fratture nell’ultimo decennio. Parlo di sindacati, lavoratori, scuole, insegnanti, attivisti, migranti … e finalmente abbiamo il programma più progressista che il PD abbia mai presentato”. E dal palco di Piazza del Popolo, in chiusura della campagna elettorale dem, aveva ribaltato lo slogan della candidata di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: “Sono una donna. Amo un’altra donna e non sono una madre, ma non per questo sono meno donna”.

Schlein sembra essere in pole position per la segreteria con Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna. “Il problema del Pd non sta nel nome o nel simbolo, ma nella capacità di rappresentare le persone e costruire un progetto coerente e credibile per gli obiettivi per cui è nato: dare diritti a chi ne ha di meno, realizzare una transizione ecologica che tenga insieme le ragioni dell’ambiente con quelle del lavoro, costruire un’Italia più moderna, più forte e più giusta – ha detto il governatore all’Ansa – Anche la classe dirigente va rinnovata nella sostanza, non per slogan: abbiamo donne e uomini nel partito dei territori, amministratrici e amministratori che hanno dimostrato sul campo di saper vincere”.

Secondo un sondaggio realizzato da Euromedia Research e diffuso da Porta a Porta sulla prossima guida del Pd, Bonaccini risulta essere primo per gradimento degli italiani, al 16,9%, davanti proprio a Elly Schlein al 12%. A seguire l’ex ministro Francesco Boccia al 6,4%, l’ex ministra Paola De Micheli al 4,7%, il sindaco di Firenze Dario Nardella al 3,1%, i sottosegretari Irene Tinagli al 2,1% e Peppe Provenzano all’1,6%, il sindaco di Pesaro Matteo Ricci all’1,4%. A dominare è tuttavia la platea degli indecisi e astenuti: il 47,7% ha infatti dichiarato di non avere un’opinione in merito. Secondo la stessa indagine, per gli elettori dem però la più apprezzata sarebbe proprio Schlein, al 26,1%, davanti a Bonaccini al 22,9%. A seguire De Micheli al 5,7%, Boccia al 4,6%, Tinagli al 2,1%, Provenzano all’1,4%, Nardella all’1%, Ricci allo 0,5%. L’1,3% indica altri nomi mentre la quota di chi non ha un’opinione scende al 34,5%.

 

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