“Continua a chiamarmi ‘padre schifoso‘, personaggio ‘pregiudicato‘ ma sono stato in carcere tanti anni fa così come Salvatore Iodice, consigliere municipale dello stesso partito di Borelli”. Non le manda a dire Giuseppe Paternoster, 50 anni, che con il figlio Salvatore, 23 anni, presidente di una associazione (Giovani Promesse) attiva nel quartiere di Materdei, viene spesso aggredito (verbalmente) e insultato dal consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli.

Garantista con chi ritiene riabilitato e giustizialista con tutti gli altri che, dopo gli errori commessi in passato, hanno pagato la loro pena e sono ritornati in società con intenzioni diverse. Paternoster non il primo etichettato come “pregiudicato” da Borrelli. In precedenza è toccato anche all’attuale garante dei detenuti del comune di Napoli Pietro Ioia, definito in più occasioni “pluripregiudicato” per i suoi trascorsi in carcere (dove ha scontato 22 anni) nonché “garante della chiavicumma”, offesa questa costata un rinvio a giudizio.

“Non ho nulla contro Salvatore Iodice – precisa Paternoster – anzi è uno dei tanti modelli positivi che abbiamo dopo un passato difficile ma non credo si giusto attaccare me ed altre persone per gli errori fatti in passato quando all’interno del proprio partito, Europa Verde, c’è un caso analogo”. Iodice dopo un breve periodo in carcere è diventato un punto di riferimento e di legalità con la sua Miniera ai Quartieri Spagnoli.

Le divergenze e le offese gratuite sono nate dopo un video- denuncia relativo a un basso affittato dalla famiglia di Borrelli a un gruppo di cingalesi in vico Solitaria al Pallonetto a Santa Lucia. Un episodio avvenuto nel maggio 2020. “Feci il video per denunciare lo stato di abbandono e degrado in cui vivevano quelle persone che erano più delle quattro denunciate” spiega Salvatore. “Arrivò anche la polizia e dopo qualche tempo in quel box adibito ad abitazione non c’era più nessuno. Ho fatto semplicemente quello che fa lui. Anche io sono un attivista, un blogger. Non ho capito perché devo essere offeso e attaccato da Borrelli per il passato di mio padre”.

Poi l’appello a un confronto: “Lui fa l’influencer o il politico? Oltre a sparare pregiudizi su Facebook, Borrelli in qualità di consigliere regionale dovrebbe risolvere i problemi nei tavoli istituzionali e non soltanto facendo dei video sui social”.

LA VERSIONE FORNTIA DA BORRELLI – Borrelli definì quelle dirette “un vero e proprio agguato nei miei confronti sebbene la vicenda in sé non riguardi me direttamente ma mia madre. Un agguato che vede coinvolti, insieme, delinquenti, tra i quali un noto pregiudicato, e alcuni personaggi che da sempre mi avversano. Voglio sottolineare che quel piccolo vano è stato affittato a quattro cingalesi con il permesso di soggiorno attraverso un regolare contratto di affitto registrato presso l’agenzia delle entrate, l’immobile in oggetto ha certificazione catastale A2 (abitazione civile) corredato di attestazione energetica e quindi non c’è nessuna irregolarità, come ha più volte dimostrato mia madre a chiunque le abbia chiesto notizie”.

“Si trova in vico Solitaria, storica base di spaccio del clan Elia”, aggiunge Borrelli, “e che più volte alcuni soggetti hanno tentato di cacciare gli inquilini perché volevano impossessarsene. A causa di questo precedente i cingalesi sono stati letteralmente martorizzati da queste persone, per costringerli a andare via. Ma mia madre ha denunciato tutto alle forze dell’ordine alcuni mesi fa e ieri c’è stato l’agguato che vede protagonisti dei delinquenti, tra i quali un noto pregiudicato accompagnato dal figlio, e alcuni soggetti che hanno avviato da tempo una azione denigratoria verso la mia persona. Ho deciso di sporgere anche io denuncia anche perché sono molto preoccupato per l’incolumità di mia madre che ha 76 anni ed è estremamente turbata. Se ieri non avesse chiamato la Polizia, che per fortuna è arrivata rapidamente”, conclude Borrelli, “non so come sarebbe potuta finire”.

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.