No a misure restrittive per singoli territori. E’ quanto chiesto dai presidenti di Campania, Vincenzo De Luca, e Lombardia, Attilio Fontana, al Governo e ai colleghi governatori delle altre regioni.

Nel corso del vertice, in videoconferenza, tenuto in mattinata con i ministri Francesco Boccia (Affari regionali) e Roberto Speranza (Salute), governatori e rappresentanti di comuni e province per discutere le nuove misure da adottare dopo le indicazioni fornite dal Cts che ha consigliato chiusure provinciali, De Luca avrebbe chiesto misure uniche.

“Servono misure nazionali per dare segno di unità dei livelli istituzionali. La logica dei singoli territori non ha senso perché epidemia è diffusa e le differenze dei territori hanno un ritardo di tre giorni. Bisogna muoversi in maniera unitaria” anche perché “differenziazioni territoriali porterebbero a reazioni diverse in Campania che non sarebbero capite, sono improponibili perché i livelli di controllo non esistono”.

“Il 60% dei positivi in Campania erano in area metropolitana di Napoli, abbiamo vietato la mobilità tra comuni ma non ci sono i controlli; abbiamo alcune zone rosse ma abbiamo deciso con i prefetti di presidiare le zone centrali” avrebbe spiegato nel corso della videoconferenza.

De Luca attacca poi il Governo sulla scuola. “E’ sconcertante che sulla scuola si facciano dichiarazioni ideologiche scollegate dai dati scientifici”.

FONTANA – Della stessa opinione il governatore della Lombardia: “Se bisogna fare un lockdown, che sia nazionale e non territoriale”. Sarebbe questa la posizione espressa da Fontana durante l’incontro con il Governo sulle nuove misure di contenimento del Covid. “Il lockdown è l’unica misura che si è dimostrata efficace, se possiamo andare avanti con altre misure non determinanti procediamo ma se i tecnici ci dicono che l’unica alternativa è il lockdown facciamolo, ma no a un lockdown territoriale perché se fermiamo Milano si ferma la Lombardia”, ha detto il governatore. Il virus, è il ragionamento, “oggi è diffuso su tutto il territorio nazionale, non è come a marzo, possiamo forse aspettare ancora qualche giorno magari riducendo capienza tpl, allungando il coprifuoco, tenendo a casa gli over 70 ma sono misure interlocutorie”.