Madonna, sembra di sognare. Vai su Internet e digiti soltanto: “cinque stelle”. Viene fuori Natale: “Five Star Movement, sono di destra o di sinistra, vanno servite con i frutti di bosco, le avete provate all’amatriciana?” Fantastico. Sono parte della dieta mediterranea, il buco nero digerente della sinistra senza meta. Ricordate Eugenio Scalfari di pochi mesi fa: pontificava da vegliardo quale si vanta di essere che «i Cinque stelle sono parte della sinistra perché loro vengono dalla sinistra con i suoi voti, sicché se il Pd vuole rimettersi in relazione con la sua gente perduta, deve semplicemente allearsi con i pentastellati ed è fatta: tutti a casa». Gli hanno dato retta. Tutti a casa. No, tutti sull’albero della cuccagna. No, tutti nel firmamento. Adesso si radunano in simposio tipo piccolo gruppo per cercare niente di meno di “capire chi siano”.

L’hanno capito? Manco per il cazzo. Non hanno capito niente, ma è bello interrogarsi, spalmarsi il dubbio sulle ferite, il dubbio spacciato per virtù mentre significa semplicemente che non sai nulla, non sai se sei di destra e vuoi fare coppia gay con Salvini o se sei di una sinistra da fiera di paese e vuoi fare razza col celebre Dibba, che imperversa come un fumetto, un logo, un passero solitario. Sanno solo che non vogliono il Mef perché poi devi rendere conto euro per euro e noi già ci siamo giocati tutto il salvadanaio col reddito di cittadinanza, i monopattini, i banchi a rotelle, la pista ciclabile, i Gormiti, I Robot-Plus, i panini monouso e le mutande usa e getta. Abbiamo spremuto fino a farci uscire il pus, ultimo fluido di quel marcio sistema sanguigno. Che volete da noi, perché ci trattate male?

In realtà non li trattano poi così male: benché dannosi all’agricoltura e al congiuntivo, seguitano a stare in piedi come se fossero vivi. Al raduno esistenziale per scoprire se sono davvero esistenti e se lasciano tracce nello specchio e se fanno ombra, una ragazza – ravveduta – ha detto che Dibba ha veramente, ma proprio veramente rotto i coglioni. A un certo punto le difese immunitarie escono fuori. Ma avete mai provato a sentire davvero un discorso di Dibba? E di Fico? Lo sappiamo, l’ultima unica persona con la testa sulle spalle è il viceministro della Sanità, Pierpaolo Sileri. Anche a me piace molto Sileri. Il motivo è semplice: non è cinque stelle ma è capitato tra loro per caso. Viene da un paese che io adoro e dove i miei genitori avevano una casetta. Un paesino dell’Alto Lazio che si chiama Casperia. La famiglia Sileri era amica dei miei: Pierpaolo lo ricordavo bambino e lo ritrovo viceministro e anche bravo: l’unico che dice e fa cose sensate. Quando ci siamo ritrovati seduti a Stasera Italia lui mi ha ricordato questa antica nostra relazione d’amicizia.

Eravamo e siamo tutti sorpresi. E questo perché Sileri tutti lo vogliono: se lo contendono in televisione perché è una persona normale, è un medico credo anche molto bravo, ma come essere umano è certamente nella norma e anche con dei punti in più. La sua avventura è esemplare. Tutti non fanno che chiedergli: scusi, Sileri, ma lei, saprebbe con un certo margine di certezza dirci esattamente che cazzo ci fa nei Cinque Stelle? Lui ormai è abituato e sa che deve rispondere con faccia di pietra e fare la persona seria ma dentro di sé gongola perché è l’unico con un elettroencefalogramma normale. Ma ritorniamo a loro e cerchiamo – promettiamoci – di ricordare le loro immagini nel futuro. Sono certamente in via di estinzione, ma altrettanto lenta quanto l’illusoria percezione del tempo, come diceva Einstein. Il vero dramma, come ognuno può capire, non sta nella loro esistenza e logora esistenza. Il vero problema sono i diessini, è lo Zinga e tutti quelli che facevano l’occhiolino affinché si votasse “no” al referendum perché si vergognavano arrossendo di pudore represso, facendo finta di stare con il sì.

È nel Pd che si misura l’antimateria delle cinque stelle, questo modesto e patetico luna-park per poveracci, popolato da gente incapace di distinguere i tempi verbali dell’ipotesi, della certezza, della realtà. Al Bottegone – verrebbe da dire – anzi al Nazza dove vive Zinga che si divide uno e bino con la Regione, ala casa diessina dicevamo, lo vedono bene come stanno le cose e sono consapevoli dell’immane scemenza che hanno fatto. Lo sanno e sono incapaci di tornare indietro per pura codardia. Il Covid non c’entra. Il Covid che va a rotta di collo ammazzandoci a mezzo migliaio al giorno con il ritmo dell’immaginaria ghigliottina a vapore che secondo il Giusti era stata inventata dai cinesi per ammazzare la gente; e meno male che ci sono i maledetti americani che sotto il criminale impulso e i biechi investimenti pubblici di quel porco mascalzone (sempre sia dannato) di Donald Trump, hanno messo in campo il primo di tre vaccini cui seguiranno a ruota i farmaci per curare per chi ha contratto la malattia – è tutto e soltanto colpa del loro pescimbarilismo e della codardia dei piddini al comando e che sanno soltanto investire per il proprio tornaconto sulla loro tresca con pentastelluti. E lo hanno fatto e lo fanno fino al punto di vendersi come un valore l’unità politica con questa banda di incapaci, arroganti, sgrammaticati, supponenti, iettatori, trattandoli da esseri politicamente umani. Solo per stare in cadrega.

Costretti a dire che Berlusconi – il quale si è giustamente infilato di traverso – in fondo non era poi così male. E perché no. Viene veramente voglia di aprire un pubblico concorso per titoli ed esami per stabilire chi ha la più spessa faccia di tolla e altro materiale di nessun pregio e metterli in cornice. Hanno sbagliato – i penta, ma con loro i Pidda, o Zanza, o Zuzza, fate voi – sia nel lockdown che nell’anti-lockdown, non sanno che fare e che dire e questo solo perché vanno dietro ai grillacei, a questa genia di falsari, di opportunisti e anzi di parassiti che hanno trovato tette da mungere premendo sul disfacimento dell’elettorato italiano, stupito e instupidito dalle pulizie etniche di Mani Pulite, dei Manettari, di quelli della trattativa, da quelli della scorciatoia, quelli che sapevano ma facevano finta.

Questa è la tragedia: se parliamo dei pentastellati, una volta sbrigata la pratica certificando che non esistono se non come residuo secco di un liquido ormai essudato nelle falde della terra, dobbiamo immediatamente dirla tutta e spiegare perché costoro esistono ed esercitano il potere. Salvini non mi piaceva affatto anche per quel che ha fatto con loro. Pessimo e rigettabile. Ma almeno era della loro pasta, si baciavano negli angoli bui, lui e Luigino, ed erano una coppia di fatto e di diritto, fecondi che sprizzavano Dna comune. Ma che cosa c’entrano oggi quelli del Partito democratico? Ma non lo vedete che mentre stanno con loro gli vengono i conati di vomito e poi parlano come sempre di rifondarsi? Anche i penta dice che si stanno a rifondare. Tutti rifondaroli, tutti a guardarsi fra le dita dei piedi, a esaminarsi il colon, a farsi il monoclonale tutte le mattine per capire chi sono, se ci sono e perché.

Ma a quale risultato siamo arrivati? La destra liberale che era il grande baluardo prima quadripartito poi riassorbito nel berlusconismo, è ristretto in un coacervo in cui la Meloni brilla solo perché non dice tutte le cazzate che dice Salvini. Il resto è decrepito. Rifondazione? Sì, ma dell’elettorato italiano che ha bisogno di essere svegliato dal coma farmaceutico in cui è stato intubato in posizione prona come tutti i moribondi di oggi. I pentastellati sono da tempo al capolinea: fategli arrivare questi vagoni speciali che li mettano in pensione su un binario morto, sul Mar morto, su un prato biologico ecocompatibile. Amen.