Un Movimento «in forte mutazione», attento alle tematiche ambientali, contrario al consumismo neoliberista e verso l’abbandono delle suggestioni sovraniste anti-migranti e della logica populista dell’ “uno vale uno”. Questo è il quadro che emerge dal rapporto Cultura politica del Movimento 5 Stelle dopo il Coronavirus, la ricerca commissionata dalla senatrice Barbara Floridia e presentata ieri dal sociologo Domenico De Masi. Un’identità politica 2.0, insomma e un vero e proprio nuovo programma da discutere agli Stati generali, il congresso che entro un mese dovrà ridisegnare gli equilibri di potere e ridefinire le idee tra i grillini.

L’analisi è stata realizzata su un campione di 15 persone appartenenti al Movimento, di diverso sesso, età, competenze e ruoli. Sono stati intervistati ministri e facilitatori, deputati e senatori, nuovi militanti e veterani attraverso il sistema Delph: due questionari dettagliati su demografia, ambiente, salute, economia, lavoro, tempo libero, etica e perfino “estetica”. «I risultati – spiega De Masi – mi dicono che si tratta di un gruppo che ha forti convergenze su tematiche di fondo nonostante la sua eterogeneita». Tutti, infatti, mostrano «pieno accordo» su salute, finanza, migrazione, intelligenza artificiale, bioetica, sostenibilità e questioni di genere. «Non ritrovo da nessuna parte l’uno vale uno – continua De Masi- anzi i termini che tornano più volte sono competenza e meritrocrazia, oltre a onestà, trasparenza ed empatia».

Nell’Italia post virus, alle prese con la crisi demografica, emerge poi l’altro cambio radicale rispetto all’epoca gialloverde con la Lega. Per gli intervistati sarà necessario «svecchiare la popolazione italiana accogliendo stranieri giovani e giovanissimi e avviando una seria politica di integrazione». L’epoca dei “taxi del mare”, dunque, è archiviata. La diversità viene definita «ricchezza» e l’immigrazione «continuerà a essere un enorme potenziale». Per questo «saranno respinte le politiche conservatrici e sovraniste e gli immigrati saranno regolarizzati mediante politiche incentrate sulla scuola e sul lavoro. Saranno scongiurate discriminazioni salariali tra i lavoratori immigrati e quelli autoctoni». Torna “di moda”, poi, il tema della decrescita serena.

Il M5S, dice la ricerca, «considera prioritari i problemi ecologici rispetto a quelli economici e si batterà per una riduzione graduale, pianificata e condivisa degli eccessi patologici del sistema consumista e neo-liberista. Per nuovo lusso morigerato, non sfrenato e far assecondare a tutti attitudini e interessi personali». Infine l’importanza della «lotta alla grande evasione e alla corruzione». Stando ai risultati della ricerca, quindi, le idee del Movimento «saranno sempre più aderenti a quelle del modello politico e culturale socialdemocratico». Progressismo ed europeismo: Salvini è un ricordo lontanissimo e ora il centrosinistra, alleato al governo, in confronto è dichiaratamente di destra. Proprio un cambio da nulla, si direbbe.