Un non voto di protesta contro la costruzione del termovalorizzatore a Roma. Il Movimento 5 Stelle si oppone al decreto legge Aiuti di 14 miliardi con aiuti a famiglie e imprese per fronteggiare il caro prezzi dell’energia, snellire le procedure autorizzative per gli impianti rinnovabili e garantire una celere collocazione dei rigassificatori necessari per ricevere il gnl. I ministri pentastellati consumano, nel corso della riunione durata quasi due ore, lo strappo sulla norma che consegna al commissario per il Giubileo e sindaco di Roma Roberto Gualtieri, i poteri speciali per la costruzione del termovalorizzatore della capitale.

Della questione il premier Mario Draghi prova a minimizzare e a non alimentare polemiche: “Ovviamente siamo rimasti un pochino dispiaciuti ma mi auguro che questo alla fine non abbia conseguenze particolari che si traducano in fibrillazioni generalizzate. È un disaccordo che cercheremo di superare in qualche modo”.

Le ragioni del passo indietro sono spiegate in una nota del M5S che arriva durante la conferenza stampa di Draghi. “Riteniamo assolutamente irragionevole la posizione oggi passata in Consiglio dei ministri”, affermano i pentastellati. “Abbiamo chiesto una cosa che credevamo scontata” mentre “si è preferito mantenere una norma che non c’entra nulla con la sicurezza energetica e il sostegno alle famiglie e alle imprese”, aggiungono, lanciando un avviso agli alleati di Governo: “Continueremo a contrastare tutte le soluzioni che non sono in linea con i nostri principi e valori” e quella sulla gestione di rifiuti nella Capitale è “una norma che contraddice la transizione ecologica e riporta indietro le lancette dell’orologio. Noi siamo entrati al governo per accelerare la transizione non per tornare indietro”.

Pur dicendosi “favorevoli alla norma sui poteri straordinari al sindaco di Roma”, i cinque stelle precisano di aver chiesto che i “nuovi impianti, in linea con la normativa europea, fossero di nuova tecnologia, eco-sostenibili e non inceneritori come preannunciato più volte dall’amministrazione capitolina”.

A chiarire ulteriormente la posizione è il capodelegazione M5S al Governo, il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli: “È sbagliato sporcare le idee politiche del Movimento – come la tassazione sugli extraprofitti, il superbonus, il potenziamento di transizione 4.0, le misure sulle bollette e sul rafforzamento patrimoniale – con norme sugli inceneritori, che nulla hanno a che spartire con un decreto aiuti per famiglie e imprese”. Per questo “abbiamo proposto di stralciare quella norma, di inserirla in un altro decreto, di aggiustarla. Tutto questo ci è stato negato. Così la transizione ecologica rimane solo sulla carta”, aggiunge.

 

Redazione

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