Eugenio Giani non ci sta. Non è d’accordo e perfino non capisce, il governatore della Toscana. Eletto alle amministrative dello scorso settembre, candidato che ha mantenuto la roccaforte della sinistra contro la leghista Susanna Ceccardi, è sorpreso, prova amarezza. Questo passaggio della sua Regione a Zona Rossa non lo comprende. I dati stavano migliorando, dice. Un doppio salto, quello della Toscana: soltanto domenica scorsa era Zona Gialla, quella a più basso rischio. Lunedì la comunicazione che sarebbe passata da mercoledì 11 novembre a Zona Arancione. E ieri l’ultima: da domani Zona Rossa, insieme con la Campania. Il governatore lamenta il calcolo, ottenuto dal fantomatico algoritmo dei 21 parametri, basato su dati troppo vecchi.

“Ho avuto comunicazione dal ministro Speranza che la Toscana è in zona rossa – ha detto nel corso di una diretta Facebook – Provo sorpresa e amarezza perché vedevo che negli ultimi giorni i dati tendevano a un lieve miglioramento. Sono uomo delle istituzioni e rispetterò quanto deciso dal governo. Sono sorpreso e amareggiato perché i dati valutati dal Cts vanno dall’1 all’8 di novembre. Oggi la Toscana si trova davanti una situazione di lieve miglioramento. Sono convinto che ce l’avremmo potuta fare anche senza dover passare a zona rossa”.

 

“So che stiamo chiedendo ancora sacrifici, ma non c’è altra strada se vogliamo ridurre il numero dei decessi, limitare il contagio ed evitare una pressione insopportabile sulle nostre reti sanitarie. Ce la faremo. Ma è indispensabile il contributo di tutti”, aveva scritto ieri su Facebook il ministro Roberto Speranza dopo aver firmato l’ordinanza. La misura ha determinato il passaggio di Toscana e Campania a Zone Rosse e di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche a Zone Arancioni. Per quello che riguarda la Toscana, decisivo, a quanto pare, l’Rt, indice di contagio, il più alto d’Italia: 1.81.

Aspetto che comunque non trova d’accordo il governatore Giani. “Subire provvedimenti molto restrittivi per dati acquisiti dall’1 all’8 novembre non so se sia la cosa migliore – ha dichiarato Giani – Oggi in Toscana il dato Rt è in graduale appiattimento. Dall’1 all’8 è cresciuto e dal 9 novembre i dati sono leggermente discendenti, tendenti alla stabilizzazione. Ci siamo impegnati per gli alberghi sanitari, per offrire altri 750 posti Covid per alleggerire gli ospedali. Abbiamo dati positivi per il tracciamento: con i 500 assunti nell’Asl Toscana centro il tracciamento dei contattati è al 71%, sulla costa siamo al 46% e addirittura al 97% nell’Asl Toscana sud est. Nel complesso – ha continuato – il 65% dei positivi è tracciato nei contatti che ha avuto”. Il governatore ha ricordato che “abbiamo superato il muro dei 18500 tamponi giornalieri, di questi il 13,5% è risultato positivo. Il 2 di novembre era il 16,72%. Questo è un dato di tendenza che mostra che il contagio, anche se leggermente, si allenta. Per quanto riguarda i contagiati il 30 ottobre erano 2700, oggi 2478. Dopo una forte sofferenza di tutti i dati tendevano a una graduale stabilizzazione e quindi un miglioramento”.

A non essere contento neanche il Presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha parlato di decisione incomprensibile, sul passaggio della sua Regione da Gialla ad Arancione. Le scelte del governo non trovano favorevoli i governatori dei partiti di opposizione ma neanche quelli della maggioranza.