Una lettera indirizzata alla ministra della Giustizia Marta Cartabia per invitarla a visitare il Tribunale di Napoli Nord e toccare con mano una delle realtà giudiziarie più in difficoltà. La lettera è firmata dall’avvocato Felice Belluomo, presidente della Camera penale di Napoli Nord ed è un’iniziativa mossa dalla fiducia per la nuova guardasigilli e dallo sconforto per le criticità che i penalisti si trovano ad affrontare quotidianamente nel Palazzo di Giustizia di piazza Trieste e Trento.
«Dal 2013, anno della sua istituzione, mai nessun ministro della Giustizia è venuto ad Aversa nella sede giudiziaria del Tribunale di Napoli Nord per un confronto con l’avvocatura e in particolare con gli avvocati penalisti. Lo faccia lei per la prima volta – scrive il presidente Belluomo – ne saremmo profondamente onorati. Venga a constatare dal vivo come operiamo, gli spazi messi a disposizione dell’avvocatura e della magistratura, le risorse di personale, l’assenza di una casa circondariale di riferimento pur essendovi un carcere a pochi passi dal Tribunale, l’assenza di aule e spazi. La accoglieremo non con animo sterilmente critico ma con la voglia di confrontarci e trovare insieme delle soluzioni possibili e praticabili nell’interesse di tutti e nell’interesse superiore della Giustizia».
Secondo Belluomo, «nel processo penale, e per il tramite del processo penale, si misura il livello di civiltà della nostra società, la tutela dei diritti degli indagati, degli imputati e delle persone offese e l’esercizio di tali diritti in un’ottica costituzionalmente orientata di giusto processo». Il Tribunale di Napoli Nord è il quinto tribunale d’Italia per numero di processi, ha competenza su 38 Comuni dell’hinterland di Napoli e di Caserta fra i territori a più alto tasso criminale e a più alto degrado ambientale della Campania, ma è penalizzato da grandi criticità strutturali e di personale.
Il lavoro è enorme, ma il personale non basta
Sulla carta, per le varie sezioni del Tribunale di Napoli Nord, sono previsti 86 magistrati ma nella realtà risultano effettivi solo 75 .Il vuoto negli organici è una delle criticità maggiori e riguarda anche e soprattutto il personale amministrativo delle cancellerie: delle 172 unità in pianta organica risultano in servizio 145, molti dei quali, tra l’altro, distaccati da altre amministrazioni e quindi destinati in tempi brevi a tornare presso le proprie sedi di provenienza I funzionari giudiziari sono 23 a fronte dei 38 previsti. La carenza di personale si ripercuote inevitabilmente sui carichi di lavoro in Tribunale. Il rapporto personale amministrativo/magistrati appare fortemente inadeguato alle reali esigenze degli uffici, pesando sull’attività dell’intero Tribunale e sui tempi di risposta della giustizia. Tutto ciò a danno dell’utenza e di tutta la cittadinanza.
Tanti processi di camorra, ma nemmeno un’aula bunker
Il cartello campeggia dal 2013, da quando il Tribunale di Napoli Nord è stato istituito, e indica dove dovrebbe trovarsi l’aula bunker. Il condizionale è d’obbligo perché ad oggi l’aula bunker non c’è, non è stata realizzata, non si è nemmeno posata la prima pietra per la sua costruzione. Possibile che in un Tribunale chiamato a esprimersi, nel settore penale, soprattutto su processi di criminalità organizzata con decine di imputati non ci sia un’aula bunker? Purtroppo la risposta è sì. E purtroppo, come denunciano i penalisti, anche le aule disponibili, dove normalmente si svolgono le udienze penali, non sono idonee perché troppo piccole: «Aule di pochi metri quadrati in un edificio di forte impatto storico-architettonico non sono funzionali all’esercizio dell’attività giurisdizionale in cui la presenza anche di poche persone impedisce una corretta e rispettosa osservanza di ogni prescrizione igienico-sanitaria».
Senza riesame e sorveglianza, gli uffici sono a “metà”
Per numero di processi è il quinto in Italia ma per carenze rischia di scalare i vertici della classifica perché, secondo la denuncia dei penalisti di Napoli Nord, quella di Aversa è una “sede giudiziaria a metà”, nel senso che non ha una propria Corte di Assise, non ha un proprio Ufficio di Sorveglianza, non ha una propria sezione specializzata di Riesame. «La loro istituzione – sottolinea il presidente della Camera penale Felice Belluomo – è oltremodo necessaria per razionalizzare il funzionamento di un Tribunale i cui affari sono suddivisi su più sedi giudiziarie». Del resto, avere uffici giudiziari propri per settori nei quali c’è grande domanda di giustizia (come appunto la Corte di Assise per i processi di omicidio, l’Ufficio di Sorveglianza per le istanze che riguardano detenuti, il Riesame per decisioni che riguardano le misure cautelari) consentirebbe di decongestionare anche gli altri Tribunali del distretto dove pure si registrano molte pendenze e grossi ritardi nelle decisioni.
Il carcere è a quattro passi, ma per le toghe non esiste
La casa di reclusione di Aversa, dove un tempo c’era l’Ospedale psichiatrico-giudiziario, si trova a dieci metri dal Tribunale di Napoli Nord ma – chissà perché – per udienze di convalida di fermi o arresti, per interrogatori di garanzia a seguito di una misura cautelare o per qualunque altra attività che debba svolgersi in una struttura carceraria e che ricade sotto la competenza del Tribunale di Napoli Nord, si deve andare a 20 chilometri di distanza, cioè presso la casa circondariale di Poggioreale, alla periferia di Napoli, o presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano. «Il tutto con un enorme dispendio di energie, di personale e di risorse», fanno notare gli avvocati della Camera penale di Napoli Nord lanciando una proposta, una possibile soluzione a questa che è una delle quotidiane criticità in cui si imbattono: «Basterebbe – spiega il presidente Felice Belluomo – trasformare anche una sola sezione della casa di reclusione in una casa circondariale».