La Procura generale di Palermo ha chiesto alla Corte d’assise una nuova condanna per tutti gli imputati accusati di avere trattato con la mafia, nel 1993, per far cessare le stragi messe in programma dai corleonesi. 12 anni per Mario Mori e per Marcello dell’Utri. A me pare una richiesta addirittura temeraria. Per svariate ragioni.

Quella fondamentale è che le motivazioni della richiesta urtano in modo frontale con molte sentenze definitive già emesse da un grande numero di tribunali e dalla Cassazione, le quali smontano una ad una le motivazioni della Procura generale di Palermo. I principali protagonisti di questo processo – a parte i Pm show – sono Giovanni Brusca e Mario Mori. Brusca è l’autore di 150 omicidi. Mori è un ex generale dei carabinieri che ha catturato Totò Riina e moltissimi altri capimafia e che con il suo lavoro ha inferto un colpo micidiale a Cosa Nostra. Brusca però è stato assolto e per Mori è stata chiesta la condanna. Perché Brusca è stato assolto? Per premiarlo di avere accusato Mori. Ci sono altre prove contro Mori oltre alla testimonianza di Brusca? No: solo prove a discarico.

È una commedia, questo processo. O meglio, è una tragedia. Pensate che i magistrati che ieri hanno parlato a nome della Procura generale hanno costruito gran parte delle loro accuse sull’ipotesi che la trattativa stato-mafia l’abbia condotta l’on Mannino, che però è stato assolto per questo reato già tre o quattro volte. Pensate che hanno portato come nuovo indizio il fatto che il generale Mori avrebbe consegnato ai magistrati un doppio dossier (quello su mafia-appalti) il primo depurato dai nomi dei politici, e pensate che questa storia del doppio dossier è stata già affossata da una sentenza solenne della procura di Caltanissetta. E poi, a proposito del dossier mafia-appalti, che è stato uno dei lavori più impegnativi di Mori, pensate che è stato archiviato pochi giorni dopo la morte di Borsellino, che voleva lavorarci personalmente. Sapete da chi è stata chiesta l’archiviazione (recentemente l’ex Pm Ingroia ha detto: insabbiato)? Tra gli altri da Roberto Scarpinato, che oggi è il Procuratore generale di Palermo, cioè è il titolare dell’accusa. Ci sarà mica conflitto di interessi? Domani provo a chiederlo ai 5 Stelle.

P.S. Poi c’è la richiesta di condanna di Marcello Dell’Utri, che avrebbe trattato con la mafia, si suppone, a nome di Forza Italia, nel 1993. Circa un anno prima che Forza Italia nascesse. Succede. Certi imputati riescono ad abbattere tutte le barriere spazio-temporali. Ma non la danno a bere ai Pm, con questi sotterfugi…

Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.