La Campania in un solo doppio balzo passa alla Zona Rossa. Dalla fascia a rischio più contenuto, la Gialla – annunciata mercoledì 4 novembre in conferenza stampa dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e sulla quale si è discusso e polemizzato per poco più di una settimana – a quella a rischio più elevato, la Rossa. La modifica è arrivata proprio mentre veniva diffusa sui canali social la consueta comunicazione del Presidente della Campania Vincenzo De Luca sullo stato dell’emergenza coronavirus. Il governatore ha parlato del caso del paziente morto in un bagno dell’Ospedale Cardarelli, e quindi attaccato il governo. Meglio un esecutivo di Unità Nazionale, con figure competenti, che con questi alleati, ha aggiunto il Presidente, facendo riferimento a ministri del Movimento 5 Stelle come Luigi Di Maio e Vincenzo Spadafora. Proprio in quei minuti l’Ansa batteva la notizia: Emilia Romagna, Friuli e Marche in zona Arancione ma soprattutto Toscana e Campania verso la Zona Rossa. De Luca aveva invocato la chiusura della Regione, e la chiusura nazionale, a più riprese nelle ultime settimane.

ZONA GIALLA – Per il livello più basso di allerta si è scelto il colore Giallo e non Verde, per non minimizzare un’emergenza ormai presente in tutto il Paese. Prevede il coprifuoco dalle 22:00 alle 5:00. Dopo le 22:00 è possibile uscire per “comprovate esigenze”, con autocertificazione, e quindi motivi di lavoro, salute ed emergenze. Didattica a distanza nelle scuole superiori; salvi i laboratori e attività di ragazzi disabili e a chi ha bisogni educativi speciali. Bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie aperti fino alle 18:00; consegna a domicilio sempre consentita, asporto fino alle 22:00. Capienza su bus e treni regionali di nuovo al 50%. Chiusi musei e mostre oltre che cinema e teatri. Stop a tutti i concorsi pubblici, tranne per quelli in ambito sanitario. Consentite l’attività sportiva o motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici sempre nel rispetto della distanza, e presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli. Chiuse palestre e piscine.

ZONE ROSSE – Sono le Zone a più alto rischio, secondo i 21 parametri messi a punto per valutare l’assegnazione nelle tre fasce. Sono al momento di: Piemonte, Lombardia, Provincia Autonoma di Bolzano, Valle d’Aosta e Calabria. Secondo le anticipazioni si dovrebbero aggiungere Campania e Toscana.

  • Mobilità : Vietati gli spostamenti dalla Regione in entrata e in uscita, e anche quelli all’interno del territorio, salvo comprovate esigenze lavorative, di salute o legate all’accompagnamento dei figli a scuola. Servirà in questo caso il modulo per l’autocertificazione. Per andare in una Regione in fascia gialla è possibile attraversare una Regione in fascia rossa. “Il transito sui territori è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti”. Se invece si è residenti in una Regione in fascia rossa non è possibile uscire dal proprio Comune, salvo che per “comprovate esigenze di lavoro, studio, salute”.
  • Didattica a distanza dalla seconda media, fatte salve le attività scolastiche che richiedono laboratori e quelle con minori disabili.
  • Stop ad attività non essenziali: resteranno chiusi bar, ristoranti, pub e pasticcerie. Restano aperti parrucchieri ma non i centri estetici. Sono chiusi tutti i negozi ad eccezione di alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccai, edicole. I mercati sono chiusi, “salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari”.
  • Cibo e bevande da asporto: è sempre consentito l’asporto. Sì fino alle 22 con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. “Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”.
  • Attività fisica: si potrà svolgere solo nell’area intorno alla propria abitazione, rispettando il distanziamento e con la mascherina. L’attività sportiva è sospesa anche nei centri all’aperto. È consentita “esclusivamente all’aperto e in forma individuale”. Quindi è possibile per esempio andare a correre ma solo in spazi aperti e vicino casa.
  • Smart working: i lavoratori dovranno recarsi fisicamente nelle loro sedi solo per attività indifferibili. Per il resto si incentiva il ricorso allo smart working.
  • Mascherine: nel Dpcm è scritto che si può svolgere attività motoria “purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie”.

Redazione