Un’emergenza continua. Il problema dei rifiuti continua ad essere più caldo dell’estate romana: cassonetti traboccanti di sacchetti che non vengono raccolti per giorni, con il caldo che peggiora la situazione. Non c’è quartiere che sfugga all’emergenza rifiuti: dal Pigneto alla Rustica, da Centocelle a Torpignattara, ma anche in quelli centrali come Piazza Bologna, Quartiere Africano o Trastevere. In attesa di soluzioni strutturali a tenere banco sono le polemiche. Da settimane (per non dire da mesi, anzi anni…) il balzello di responsabilità tra Comune e Regione diventa un fastidioso rimpiattino. Il risultato? Il caos totale. La polemica sulle gestione dei rifiuti, che in città è nelle mani dell’azienda municipalizzata Ama, è ora politica, acuita delle imminenti elezioni amministrative.

LE POLEMICHE

Lo scontro politico si è acceso ieri, quando la sindaca Raggi ha lanciato un’accusa alla Regione e a Zingaretti. “Sono infuriata, ho messo i conti in ordine e ora sto investendo in Ama – ha detto Raggi durante un programma televisivo di Rai 1 – la Regione non ha collaborato. Noi stiamo facendo la nostra parte, se adesso Zingaretti fa la sua, il problema si risolve”. 

Parole che non piacciono alla dirigenza della Regione, tanto che Massimiliano Valeriani, assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti, ha definito surreali le affermazioni di Raggi, spedendo al mittente le accuse. “Solo pochi giorni fa, grazie al sostegno della Regione, sono stati attivati nuovi accordi con diversi operatori in cinque regioni italiane per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti di Roma. In cinque anni di mandato – aggiunge Valeriani – la Giunta Raggi non ha realizzato un solo nuovo impianto, la raccolta differenziata è rimasta bloccata, il servizio porta a porta è stato ridotto e l’Ama ha cambiato 7 amministratori in cinque anni, generando una crisi organizzativa dell’azienda”. Ci va giù pesante il Pd che, affidandosi alle parole di Enzo Foschi, vicesegretario Pd Lazio, e di Andrea Casu, segretario Pd Roma, evidenzia come siano i cittadini a essere infuriati con la Giunta Raggi.

Sul pericolo di emergenza sanitaria incalza invece l’assessore alla Sanità della Regione Lazio,
Alessio D’Amato che, intervenuto al programma “The Breakfast Club” su Radio Capital, sostiene che con l’aumento delle temperature possa verificarsi una emergenza sanitaria. “Sicuramente se permane questa situazione di stallo – ha affermato D’Amato – potrà anche esserci un’ordinanza”.


COME SI È ARRIVATI A QUESTO PUNTO?

In città gli operatori Ama si trovano di fronte uno spettacolo indegno per una capitale di un paese industrializzato. Prima di iniziare la raccolta dei sacchetti riversi in terra, di fianco i cassonetti stracolmi, gli addetti devono allontanare i topi che circolano tra i rifiuti. C’è poi il problema dei cassonetti, incendiati e vandalizzati nel corso degli anni. 

Proprio la Raggi, negli studi televisivi di Rai 1, ha denunciato che più di 1000 cassonetti siano stati dati alle fiamme, evidenziando gli interessi della malavita locale. 

Inoltre, i furgoncini che vanno a raccogliere i rifiuti non riescono a scaricarli, dal momento che il 60% degli autocompattatori sono rotti. È evidente agli occhi di tutti l’incapacità del Comune di Roma di smaltire le migliaia di tonnellate di rifiuti che la città produce ogni giorno. 

Come si legge sul sito dell’Ama, la città di Roma produce quotidianamente circa 4.600 tonnellate di rifiuti (dati da consuntivo 2016). Di queste 2.000 tonnellate sono costituite da materiali raccolti in modo differenziato e avviati a recupero mentre le restanti 2.600 tonnellate sono invece rifiuti indifferenziati. Ma i due impianti cardine per la città sono fermi per guasto: si tratta del Tmb di Ecologia Viterbo e dell’impianto Cermec in Toscana. 

Il Comune, per smaltire i rifiuti indifferenziati, si rivolge nel frattempo ai Tmb privati di Malagrotta (che ne prende 1200) e Tmb pubblico di Ama a Rocca Cencia (che ne gestisce 1.100); quest’ultimo, però, è in parte sotto sequestro e riesce a smaltire solo 500 tonnellate al giorno, mentre le restanti 600 sono trasferite in altri Tmb privati in Italia.

I CONTI NON TORNANO

Dal canto suo, però, Roma Capitale si avvia verso l’acquisizione di una società titolare di impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati, con l’obiettivo di inserirlo nella catena di impianti di smaltimento a cui la città deve rivolgersi. 

Ma le trattative sono ferme e la raccolta differenziata registra un dato poco incoraggiante: il 46%. Ben al di sotto delle intenzioni della Raggi, che mirava al 70% entro il 2021. A rivedere gli obiettivi della sindaca, abbassando però l’asticella, ci ha pensato pensato la assessora ai Rifiuti, Katia Ziantoni, che guarda al 2025 per totalizzare il 65% della differenziata.

Ai cittadini, forse, i numeri interessano poco dal momento che hanno davanti ai loro occhi, giornalmente, cassonetti strabordanti di sacchetti.

Serena Console