Resta Fratelli d’Italia il partito in vetta alle intenzioni di voto, la coalizione di centrodestra a dominare nei pronostici delle elezioni politiche del prossimo 25 settembre. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella resta il leader politico più affidabile per gli italiani. Il sondaggio Quorum/Youtrend per Sky Tg4 conferma le stime delle scorse settimane, a proporzioni piuttosto invariate. Si distingue per i calcoli in base alle coalizioni in campo: perché è di quello che si parla in queste ore, soprattutto del rebus nel centrosinistra o Campo largo in attesa che Carlo Calenda sciolga la riserva e che il Partito Democratico di Enrico Letta disegni il suo raggio di alleanze.

Il 54,4% degli intervistati ritiene intanto non si parli o non si parli abbastanza dei temi che più gli stanno a cuore. Che sarebbero in fila: la crisi energetica e l’aumento delle bollette (64,9%), il livello dei salari e l’inflazione (54,9%), l’ambiente e il cambiamento climatico (45,2%), il futuro dei giovani italiani e la scuola (38,5%), le conseguenze del covid-19 e il sistema sanitario (33,2%), l’immigrazione (32,1%), la Guerra in Ucraina e i rapporti internazionali (29,2%), il Fisco e l’evasione (29%), la criminalità organizzata (25,2%). La sicurezza contro la microcriminalità (22,5%). Livello dei salari e inflazione (73%) risulta il tema di cui si dovrebbe parlare di più, prima del futuro dei giovani e la scuola, la crisi energetica e l’aumento delle bollette, ambiente e cambiamento climatico.

Sinistra italiana/Europa Verde è considerata il partito più idoneo ad affrontare il tema ambientale, il Pd domina sui temi economici (salari e inflazione, fisco ed evasione, gestione del sistema sanitario) e di politica estera (guerra, rapporti con l’Ue), mentre sui temi della sicurezza – nonostante la crisi in termini di voti – la Lega rimane il partito di riferimento (lotta alla microcriminalità, alle mafie, immigrazione). Solo il 34,6% sostiene che invece di questi temi si stia discutendo sufficientemente. E la responsabilità, nel dettare i temi sul tavolo, è del mondo della politica per il 29,2% degli intervistati, del giornalismo e dell’informazione per il 25,1%, dei social e della società civile per il resto degli interpellati.

Capitolo intenzioni di voto: Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni resta il partito da battere, al 24,2%. L’inseguimento del Pd di Enrico Letta continua, al 23,4%. Ancora in calo la Lega di Matteo Salvini, al 13,5%, e il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte al 9,9%. Forza Italia all’8%, Azione/+Europa al 5,2%, SI/EV al 4%, Italia Viva al 2,6%, ItalExit al 2,6%, L’Italia c’è e Insieme Per Il Futuro all’1,8%, Noi con l’Italia/UDC allo 0,9%. Altissima la percentuale di indecisi, astenuti: 38,5%, in linea con gli altissimi tassi di astensione delle convocazioni alle urne.

Capitolo Coalizioni: al 46% il centrodestra Fdi+Lega+Fi. Staccato nettamente il centrosinistra: una percentuale del 33,2% considerando il Pd con Azione e +Europa e L’Italia c’è-IPIF, Si/Ev. Coalizione ancora immaginifica considerando le riserve da sciogliere. Anzi si può dire anche improbabile tenendo presente i veti incrociati tra le componenti. Il centrodestra crescerebbe perfino se i partiti centristi non si alleassero col resto del centrosinistra (47,6%) e sfiorerebbe il 50% nel caso in cui il M5s si presentasse alleato con il centrosinistra – ipotesi ormai tramontata.

Il centrosinistra scenderebbe al 28,2% qualora la coalizione dovesse accogliere solo L’Italia c’è-IPIF e SI/EV. Il Campo Largo, con il M5s, arriverebbe al 36,2% ma, come abbiamo visto, a scapito di una esponenziale crescita del centrodestra. Se lo scontro fosse solo tra due poli il centrodestra sfiorerebbe il 50%, 49,8%, mentre il centrosinistra con un Campo Larghissimo (tutti dentro: inclusi M5s, Iv, Azione, ecc) arriverebbe al 42,5%. Percentuale che farebbe sperare in una miracolosa crescita ma altamente improbabile considerati i veti incrociati tra i partiti. Il centrosinistra procede su un campo minato chiamato alleanze. Resterebbe comunque altissima la percentuale di astenuti e indecisi: 39,1%.

Per quanto riguarda la fiducia degli esponenti politici, nessuno schioda il Capo dello Stato Mattarella dalla vetta: chi nutre molta o abbastanza fiducia è al 63,2%. Segue Mario Draghi al 52,3%, Giorgia Meloni al 38,3%, Giuseppe Conte al 33,2%, Berlusconi al 31,3%, Enrico Letta 24,6%, Di Maio 19,3%, Calenda 16,9%, Renzi 16,2%.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.