Nadana Fridrikhson è sempre più nota al pubblico dei talk show italiani. Giornalista della tv russa Zvezda, è stata spesso ospite di Cartabianca, su Rai1, e di Otto e Mezzo, su La7. E come prevedibile, ha sostenuto le tesi e le ragioni di Mosca sull’invasione – definita però “operazione speciale” di “smilitarizzazione” e “denazificazione” – scatenata dal presidente Vladimir Putin lo scorso 24 febbraio in Ucraina. E tutt’ora in corso, in un’impasse, in cui ci si continua ad armare, a combattere e a morire mentre le trattative languono e lo scontro tra Russia e Occidente si inasprisce giorno dopo giorno.

Per via delle sue argomentazioni Fridrikhson si è attirata numerose critiche. Per il deputato del Partito Democratico Andrea Romano “è una funzionaria del ministero della Difesa russo”. Il parlamentare con il collega di Italia Viva Michele Anzaldi ha proposto di sollevare il caso in commissione di Vigilanza Rai e al Copasir. “Vorrei dare il benvenuto alla Fridrikhson e spero che con noi si senta a casa. Nei suoi confronti abbiamo un grande rispetto. Io amo la Russia, abbiamo tante cose da ammirare della Russia”, il saluto del professore Alessandro Orsini, sempre-presente in tv dall’esplosione della guerra, molto criticato per le sue posizioni anti-Occidentali.

Fridrikhson in un’intervista al quotidiano La Stampa ha negato di essere una spia. “Quello italiano è spionaggio: farebbero lo stesso con un giornalista americano o ucraino? Non credo. Questo è un atteggiamento parziale nei confronti della Russia e nei miei confronti come giornalista russa. Cos’è? Non è un esempio di censura?”. La cronista ha invitato i deputati a lasciare i “loro uffici accoglienti” e di andare nel Donbass dove Mosca sta aiutando le due repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lugansk – autoproclamate da indipendentisti filo-russi, aiutati da Mosca, nel 2014, dopo l’annessione militare della Crimea da parte della Russia, in guerra da otto anni, oltre 13mila morti.

La giornalista russa ha negato inoltre che in Russia sia proibito esprimere opinioni diverse da quelle di Putin – una legge approvata dalla Duma a inizio marzo ha innalzato fino a 15 anni di carcere la pena per chi diffonde quelle che il Cremlino considera fake news – e che Mosca possa ricorrere ad armi nucleari. “O almeno non sarà la prima a farlo”. E ha negato le responsabilità dei militari di Mosca nella carneficina di Bucha. “La Russia sa chi ha commesso quei crimini e Putin ha detto a Guterres che i tentativi di incolpare la Russia sono cinici”.

Grottesco il passaggio in cui Fridrikhson ha paragonato la libertà di espressione in Russia alla libertà di espressione in Italia: “Ho partecipato a vari programmi italiani. Sono stata etichettata ovunque. Per voi una giornalista russa è uguale alla propaganda e mente. Questo è un atteggiamento di parte. Le mie parole sono state distorte, non sempre mi permettevano di rispondere alle bugie sulla Russia. Non vi sto rimproverando, ma non ripetete il mantra sulla libertà di parola. Anche la vostra è propaganda”.

La commissione Vigilanza Rai starebbe preparando una raccomandazione per negare sulla tv di Stato giornalisti russi “a libro paga” del governo di Mosca e cinque regole per i talk show. Procederà con due audizioni separate dalla settimana prossima all’ad Carlo Fuortes e al Copasir. Come ha chiarito anche Bianca Berlinguer, conduttrice di Cartabianca – già al centro di vibranti polemiche per le ospitate e il cachet di Orsini -, la giornalista russa fa parte di una televisione legata al ministero della Difesa.