Il famoso marchio italiano Grana Padano potrebbe essere tra i made in Italy penalizzati dalla psicosi coronavirus. Il coronavirus infatti sta paralizzando ormai l’intero pianeta. In particolare, dopo l’arrivo del virus in Italia e con i continui casi in aumento molti Paesi hanno deciso di prendere provvedimenti nei confronti della nostra Penisola. Dopo i blocchi dei voli di Israele, che ha rifiutato l’ingresso nel Paese a più di 50 persone in arrivo dall’Italia, e l’ultimo caso di un italiano positivo al coronavirus in Nigeria ormai molti Paesi hanno deciso di chiudere i ponti con l’Italia.

IL BLOCCO – L’ultima stangata riguarda il settore economico, con la notizia fresca che coinvolge il celebre brand di Cremona Grana Padano.  La Grecia, infatti, ha bloccato l’export del marchio made in Italy: per evitare l’embargo è necessario un certificato per dimostrare che le forme di formaggio sono virus free, quindi esenti dal contagio di coronavirus. Il prodotto Dop più esportato al mondo con oltre due milioni di forme vendute ogni anni sui mercati esteri, potrebbe ricevere così una pesante penalizzazione. La zona di Cremona non è però considerata tra le zone rosse dei focolai lodigiani. La richiesta da parte della Grecia è arrivata formalmente in questi giorni, presa in carico con molto riserbo e stupore dal direttore generale della cooperativa Luciano Negri.

 Il responsabile del controllo qualità, infatti, ha firmato una lettera in cui l’Efsa, cioè l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ad inizio febbraio aveva ricordato ed informato che la trasmissione del virus avviene solo da uomo a uomo, e non da merce all’uomo. La decisione della Grecia, dunque, sembra fuori luogo ed è solo un tassello in più che va ad aggiungersi alla stangata economica che sta subendo il Paese in termini di turismo ed economia. La Grana Padano esporta il 10 % del formaggio che produce e nel mercato export la Grecia è in testa. Ma anche da Germania, Spagna e Giappone sono arrivate richieste simili, preoccupando la fattoria cremonese e l’economia italiana. La produzione del Grana Padano continua incessantemente, anche se in questa situazione di rischio contagio molti dipendenti anche con leggere linee di febbre non si presentano a lavoro, rallentando il processo di fabbricazione.