Nuove assunzioni, l’Ufficio del processo e una task-force di magistrati in pensione. Per la ministra Marta Cartabia i mali della giustizia napoletana si possono cominciare a curare così. «Il paziente è grave», dice usando una metafora nel corso del suo intervento nella sala Arengario del Palazzo di Giustizia di Napoli, dopo un incontro con i vertici degli uffici giudiziari partenopei. «Quando ho visto i dati di Napoli – fa sapere la guardasigilli – mi sono chiesta cosa deve fare il Ministero ma anche cosa negli anni, non ora, è successo anche nelle comunicazioni tra Roma e Napoli perché si arrivasse a una situazione così». Oltre 57mila procedimenti pendenti nel settore penale della Corte d’Appello, scoperture di organico che arrivano al 40%, un processo su tre che finisce in prescrizione sono numeri che spingono la guardasigilli a ribadire: «Sapevo di incontrare la realtà più complessa e sono venuta a guardare in faccia i problemi. Napoli deve essere messa in condizione di garantire ai suoi cittadini un’adeguata risposta giudiziaria. Sono qui per questo».

Basti pensare che in una sola delle sezioni della Corte d’appello di Napoli vi è il carico di tutte le sezioni della Corte d’appello di Milano e il presidente del distretto giudiziario partenopeo, Giuseppe De Carolis, lo ricorda sottolineando la sproporzione tra le risorse e le piante organiche esistenti e il numero e la complessità dei procedimenti che pendono dinanzi alla giustizia napoletana. Inoltre, a Milano non ci sono maxi-processi, mentre a Napoli se ne contano almeno un centinaio. Dunque il paragone non può reggere. «Lei, ministra, ha detto “Se ce la fanno a Milano perché non possono farcela anche a Napoli?” Io le dico che qui a Napoli purtroppo non è possibile», precisa il procuratore generale Luigi Riello.

«Una giustizia lenta e farraginosa – aggiunge Riello – non è degna di un Paese civile, ma se in questo momento si applicasse l’improcedibilità si ucciderebbe il processo penale. Con questi organici e con la riforma a regime così com’è, la giustizia sarà un treno che non arriva a destinazione. Ed è triste pensare che l’unico modo di fare i processi in questo Paese sia non farli». Non è più tempo di fatalismi ormai, la ministra lo sa: «Ogni processo che non arriva a sentenza definitiva è una sconfitta. Quelle decine di migliaia di processi che già oggi vanno in prescrizione, non dopo la riforma ma già oggi, sono una sconfitta per lo Stato. Ed è una sconfitta dello Stato anche se la risposta arriva tardi, in tempi non ragionevoli. Tutti i Caino e gli Abele attendono un giudizio giusto e tempestivo».

La guardasigilli parla poi al convegno dell’università Federico II: «Il rettore parlava di un’innocenza provata dopo vent’anni – sottolinea Cartabia – Non abituiamoci a questi fatti, perché sono vite distrutte e solo una grande tenacia e resilienza umana può far rinascere qualcuno dopo essere stati oscurati nella propria dignità per così tanto tempo». «L’Ufficio del processo – spiega la guardasigilli – nasce per contribuire ad affrontare questi problemi endemici del nostro Paese, particolarmente acuti in questa terra. Nasce come risposta a una difficoltà e come grande opportunità per giustizia, ragazzi e scuole di legge». L’Ufficio del processo è una delle soluzioni adottate per decongestionare la giustizia e comporterà l’assunzione di 16.500 neolaureati in tutta Italia che affiancheranno giudici e personale amministrativo: «È un’occasione da non perdere, mai è stato fatto un piano di assunzioni come questo».

L’altro rimedio al vaglio è l’impiego di una task-force di magistrati in età pensionabile: «Ci stiamo lavorando, non so se sarà possibile e se il Csm sarà d’accordo», conclude Cartabia. Intanto, all’ingresso del Tribunale di Napoli, i giudici onorari si riuniscono in un flash-mob per rivendicare il loro ruolo e denunciare ancora una volta la loro condizione di «lavoratori precari e retribuiti a cottimo, senza alcuna tutela in caso di malattia, infortunio o gravidanza».

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).