Individuare al più presto una location e costruire il nuovo stadio in tempi rapidi, ma prima i Friedkin aspetteranno il nuovo sindaco e la nuova giunta. E il Ceo della Roma, Guido Fienga sorprende tutti sui tempi di realizzazione: “Se cominciano a lavorare subito dopo le elezioni, il progetto per il nuovo stadio si può approvare entro un anno dalla sua presentazione”.

Il 3 e il 4 ottobre si terranno le elezioni, poi quasi sicuramente ci sarà il ballottaggio e entro fine ottobre Roma avrà o la riconferma di Virginia Raggi o un nuovo primo cittadino: “Seguiamo con interesse la campagna elettorale, desiderosi di conoscere le idee dei candidati in merito al progetto dello stadio”, aggiunge Fienga, che manifesta l’aspettativa “dal nuovo sindaco, chiunque sia, di tempi di approvazione all’altezza di un progetto così ambizioso e importante.

Fienga ribadisce l’importanza della necessità di sveltezza nell’iter burocratico: “Come abbiamo visto un iter troppo lungo rischia di far perdere significato al progetto stesso, alterando di fatto le condizioni per il suo successo. Stiamo seguendo con interesse la campagna elettorale per le prossime elezioni comunali, desiderosi di conoscere le idee dei candidati in merito al progetto dello stadio. Il legame tra Roma e As Roma  inscindibile”.

Il Ceo giallorosso entra nei dettagli del progetto: “Vogliamo una nostra casa, dove i romanisti possano ‘vivere’ il club sette giorni su sette e non solo nel giorno della partita. Dovrà essere pienamente compatibile con la città, ovvero in grado di integrarsi con il territorio cittadino il più vicino possibile ai quartieri dove vivono i nostri tifosi. Per questa ragione abbiamo più volte utilizzato espressioni come sostenibile e verde: dovrà essere ‘soltanto’ uno stadio, motore di riqualificazione e sviluppo, senza necessità di altri progetti dal forte impatto urbanistico per la sua realizzabilità”.

Su dove verrà costruito è la sindaca Virginia Raggi a suggerire l’ostiense e a spiegare la situazione sul nuovo progetto per l’impianto giallorosso: “Stiamo lavorando con i Friedkin, che sono investitori molto seri, vogliono fare lo stadio ma non la speculazione. Dal mio punto di vista il luogo in cui vedrei bene lo stadio è la zona di Ostiense, vicino Testaccio. Siamo vicini ai servizi, c’è tutto, siamo vicini al cuore dei romanisti, è il quartiere primario dei romanisti. Ci sono delle aree adatte, io la butterei lì. Gazometro o Mercati Generali? L’area dei Mercati Generali è pubblica, quindi posso sviluppare un ragionamento su quella zona, il Gazometro è un’area privata“.

Comunque la sindaca di Roma non è preoccupata: La proprietà ha cambiato totalmente la società. La differenza con Pallotta si vede e si sente, la serietà delle proposte sono di un altro spessore. Si è visto anche come hanno approcciato la questione allenatore, è arrivato Mourinho pronti via. Stiamo lavorando anche con la Lazio, anche loro vogliono realizzare il loro impianto e non sarebbe male avere entrambe le società della capitale con un impianto di proprietà. Mi sento un po’ come Mourinho che al 92’ fa la corsa verso la Sud, sto cerando di metterci l’anima e il cuore per continuare e scrivere una nuova pagina su questo vicenda”.

Interviene anche Carlo Calenda: “Ci ricordiamo tutti come i tira e molla dell’amministrazione Raggi abbiano fatto naufragare il progetto di Tor di Valle, un’odissea durata in totale 9 anni. La società dice che vuole conoscere le idee dei candidati sullo Stadio – aggiunge Calenda – Noi abbiamo pubblicato il 6 luglio uno studio approfondito, in cui indichiamo due aree in zona Pietralata, nei pressi della Stazione Tiburtina, che secondo noi sono le più adatte perché centrali e molto ben servite a livello di infrastrutture. Ma da sindaco sarò disponibile a un confronto con la società, qualora individuasse altre soluzioni praticabili. Prendiamo impegni anche sui tempi dell’iter burocratico di approvazione del progetto. Che sono quelli citati anche da Fienga e quelli che si riscontrano in ogni altra grande città. In 4 massimo 5 anni lo Stadio si può realizzare.

Per Fienga non è importante solo il quartiere di costruzione ma anche i servizi che sono già presenti: “Vogliamo uno stadio semplice da raggiungere, in un’area già dotata di infrastrutture adeguate e in grado di migliorare l’esperienza che vivono i nostri sostenitori da quando escono di casa a quando, dopo la partita, ci fanno ritorno. Bisogna fare presto”. 

Riccardo Annibali