Tensione alle stelle a Beirut dove da diverse ore è in corso una protesta rivoluzionaria contro il Governo. La polizia ha sparato gas lacrimogeni contro i dimostranti che hanno tentato di raggiungere il Parlamento. Lo hanno riferito i media locali. I manifestanti, che secondo video diffusi sui social media sfilano nelle strade scandendo slogan contro il governo e l’elite politica, hanno lanciato pietre contro gli agenti e tentato di abbattere barriere metalliche.

Le proteste seguono la violenta esplosione al porto di Beirut, che ha causato la morte di oltre 150 persone e la devastazione della capitale. I dimostranti libanesi a Beirut hanno fatto irruzione del ministero degli Esteri, nel distretto di Achrafieh. Lo ha riferito al-Arabiya.

IL BILANCIO MOMENTANEO: OLTRE 100 FERITI E UN MORTO – Un poliziotto libanese è morto nel corso degli scontri a Beirut, nelle violente proteste contro la classe politica. Lo hanno riferito i media locali. Ventidue persone sono state invece portate in ospedale a Beirut, dopo che sono rimaste ferite nelle manifestazioni contro il governo a seguito dell’esplosione in cui sono morte oltre 150 persone. Altre sono state curate sul posto. L’ha fatto sapere su Twitter la Croce rossa libanese. Il bilancio momentaneo dei feriti è di 109 unità.

IRRUZIONE MINISTERO DEGLI ESTERI: “SEDE RIVOLUZIONE” – Un gruppo di dimostranti, tra cui ex militari in pensione, ha occupato il ministero degli Esteri di Beirut. I dimostranti hanno dichiarato che il palazzo sarà la sede della “rivoluzione” e hanno chiesto al governo di dimettersi. Uno degli ufficiali in pensione, Sami Ramah, ha letto una dichiarazione all’ingresso dell’edificio, dopo che circa 200 manifestanti hanno fatto irruzione sventolando le bandiere con l’immagine del pugno, simbolo delle proteste contro l’elite politica: “L’autorità deve dimettersi”. I dimostranti hanno anche dato fuoco a documenti e fotografie del presidente Michel Aoun.

MINISTERO ECONOMIA – Irruzione anche negli uffici del ministero dell’economia nel centro di Beirut. I manifestanti hanno gettato dalle finestre una pioggia di documenti e un’immagine del presidente Michel Aoun. Lo ha riferito un giornalista di Al Jazeera sul posto.

 

I militari hanno sparato gas lacrimogeni e pallottole di gomma per disperdere la folla. Una parte dei manifestanti si è riparata dietro un muretto di pietra accanto alla Moschea al Amin, nella Piazza dei Martiri, gridando: “Rivolta! Rivolta!”.

ALLESTITE FORCHE – Nella piazza sono state allestite delle forche da cui pendono numerosi capestri, simbolo della rabbia popolare contro l’elite al potere. Quella odierna è la prima grande manifestazione dopo la tragedia di martedì e gli organizzatori hanno previsto di tenere un simbolico funerale per le vittime. Intanto, sono subito scoppiati scontri: gruppi di giovani hanno lanciato pietre contro gli agenti di sicurezza. Vicino al palazzo del Parlamento, la polizia in assetto antisommossa ha sparato contro i lacrimogeni contro quanti lanciavano oggetti e tentavano di superare le barriere per avvicinarsi all’edificio. I dimostranti hanno anche dato fuoco a un camion che era stato posto in strada per rafforzare le barriere.

LA PROTESTA DEL PARTITO CRISTIANO – Intanto il presidente del partito cristiano libanese Kataeb, Samy Gemayel, ha annunciato che i tre deputati del gruppo in Parlamento si dimetteranno per protesta contro il governo per l’esplosione mortale di questa settimana. Gemayel ha parlato al funerale di un alto funzionario del partito che è stato ucciso dall’esplosione al porto di Beirut. Il partito fa parte dell’opposizione ed è noto per le sue aspre critiche al governo, sostenuto da Hezbollah e dai suoi alleati. Il Parlamento libanese ha 128 membri e alcuni deputati hanno annunciato che si dimetteranno per protesta contro la corruzione diffusa. Marwan Hamadeh si è già dimesso in settimana.

ONU E FRANCIA: PUNTO SU DONATORI – L’ufficio del presidente francese, Emmanuel Macron, ha confermato che domani (domenica) si terrà una conferenza internazionale sugli aiuti per sostenere il Libano dopo l’esplosione di Beirut. La videoconferenza, in programma alle 14, sarà ospitata dalla Francia e dalle Nazioni unite, ha dichiarato l’ufficio di Macron. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, venerdì ha dichiarato che parteciperà, così come anche altri leader internazionali. Macron, che giovedì è stato in visita a Beirut, ha promesso che gli aiuti non andranno in “mani corrotte”, ma a ong e popolazione civile. Il presidente francese è stato il primo leader straniero a visitare il Paese dopo la devastante esplosione.

MORTA MOGLIE AMBASCIATORE OLANDESE – Il ministero degli Esteri olandese ha fatto sapere che Hedwig Waltmans-Molier, moglie dell’ambasciatore del Paese in Libano, è morta per le ferite riportate nella massiccia esplosione che ha colpito Beirut all’inizio della settimana. Waltmans-Molier, che lavorava nel dipartimento delle risorse umane dell’ambasciata, è morta in mattinata, all’età di 55 anni. “Era in piedi nel soggiorno accanto a Jan e per pura sfortuna è stata colpita dall’esplosione”, ha spiegato il governo olandese, aggiungendo che la famiglia era recentemente tornata a Beirut dopo una vacanza. Il ministro degli Esteri Stef Blok e l’omologa del Commercio estero Sigrid Kaag hanno espresso le condoglianze alla famiglia.