Il dibattito per le elezioni comunali napoletane già imperversa sui media e sui social. Nel tritacarne del totonomi è già stata lanciata Alessandra Clemente, forse “bruciata” dal primo cittadino Luigi de Magistris che spera di usarla come espediente per sedersi al tavolo delle trattative con il Partito democratico e per avere voce in capitolo sulla scelta del prossimo candidato sindaco. Da parte sua il segretario napoletano del Pd, Marco Sarracino, rilascia interviste a destra e a manca ribadendo l’intenzione di creare un campo largo che includa anche Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Articolo 1 e le forze civiche “vere”. Resta da capire che intenda per “vere” e, soprattutto, quali siano invece quelle “false”.

Nomi ancora non ne sono venuti fuori, se si escludono quelli dei ministri Vincenzo Amendola e Gaetano Manfredi che però temo abbiano poca dimestichezza con le complesse dinamiche amministrative che paralizzano da decenni la città. Italia Viva, per bocca della instancabile coordinatrice cittadina Graziella Pagano, si dice pronta al confronto sui temi con le forze democratiche ma comunque avversa a qualsiasi progetto che includa continuità con l’esperienza “arancione”, e in ogni caso in sintonia con la visione politica deluchiana. Poi c’è il governatore Vincenzo De Luca che intelligentemente tace, almeno per ora. Non è ancora tempo di intervenire né di mettere nomi in campo. Ma ciò non significa che sia disinteressato, anzi. A mio avviso il rieletto presidente della Regione ha le idee chiare sul prossimo sindaco di Napoli.

Credo che, negli ultimi cinque anni, De Luca abbia imparato ad apprezzare Napoli, la sua cultura e, soprattutto, le sue pontenzialità. Il suo percorso politico è stato sempre spronato dalle sfide, con se stesso prima di tutto. E per sfida intendo non solo vincere una competizione elettorale, ma realizzare qualcosa di buono per la collettività. Sicché, dopo aver vinto la sfida di Salerno e quella per la Regione, credo che adesso abbia voglia di dimostrare a se stesso, ai napoletani e all’Italia, che pure nel capoluogo campano, con la giusta guida e il corretto dialogo istituzionale tra gli enti, le cose possano cambiare.

Sono anche fiduciosa che il governatore saprà distinguere le forze civiche “vere” da quelle “false” e apprezzarne il contributo. Certo ci vorranno anni, forse dieci o più. Ma nulla è impossibile. Come prossimo candidato sindaco, al momento giusto De Luca indicherà qualcuno che abbia la sua stessa visione politica, la sua stessa prospettiva di sviluppo, e che abbia il coraggio di prendere decisioni, anche impopolari, ma che tutelino l’interesse collettivo e che, alla lunga, eliminino le storture che impediscono a questa città di crescere e di avere il posto che merita nel mondo. Fantapolitica? Vedremo…