Dai negoziati a inizio guerra con Putin e Zelensky, all’appoggio logistico alla navi russe cariche di grano saccheggiato in Ucraina fino alla revoca del veto sull’ingresso di Svezia e Finlandia, accusate fino a poche ore fa di ospitare terroristi, nella Nato. Recep Tayyip Erdogan è sicuramente uno dei protagonisti di questa folle guerra che va avanti da oltre quattro mesi.

Il presidente della Turchia continua a lavorare su più fronti e dopo settimane di veti e accuse, acconsente all’entrata dei due Paesi Scandinavi nell’Alleanza Atlantica, il cui invito avverrà nelle prossime ore, nel corso del vertice in programma a Madrid. La fumata bianca arriva alla fine di un vertice a quattro durato quasi tre ore tra segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, il presidente turco, il presidente finlandese, Sauli Niinisto, e la premier svedese Magdalena Andersson.

“La Turchia ha ottenuto ciò che voleva”, in primis “risultati significativi nella lotta contro le organizzazioni terroristiche“. Il documento, firmato dai ministri degli Esteri delle tre nazioni, vede Svezia e Finlandia impegnarsi a consegnare alla Turchia i militanti curdi ricercati, a smettere di sostenere L’Ypg e il Pyd, braccio militare e braccio politico dei curdi siriani, e revocare l’embargo alle esportazioni di armi in Turchia che era stato imposto nel 2019 proprio in risposta al blitz turco nel Nord della Siria.

Un risultato importante quello ottenuto dal leader turco che, allo stesso tempo, continua a mantenere ottimi rapporti diplomatici con la Russia di Vladimir Putin. A dimostrarlo – secondo una recente inchiesta del media britannico BBC – sarebbe l’appoggio logistico che Ankara offrirebbe a Mosca nei lunghi viaggi delle navi cariche di grano rubato in Ucraina. Seguendo il Gps piazzato sui camion carichi di grano, il segnale arriva, a partire dallo scorso aprile, fino alle coste turche.

“Sono lieto di annunciare – ha esordito Stoltenberg – che ora abbiamo un accordo con la Turchia che apre la strada all’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato”; i tre paesi “hanno firmato un memorandum che affronta le preoccupazioni di Ankara sulla esportazione di armi (che Svezia e Finlandia finora vietavano verso la Turchia, ndr) e la lotta al terrorismo”. “Nessun alleato – ha affermato – ha subito attacchi terroristici più brutali della Turchia, incluso dal gruppo terroristico Pkk” il Partito dei lavoratori curdi, che è nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche.

“I governi di Turchia, Finlandia e Svezia – ha continuato Stoltenberg – hanno deciso di rafforzare la loro cooperazione in materia di lotta al terrorismo. In quanto alleati della Nato, Finlandia e Svezia si impegnano a sostenere pienamente la Turchia contro le minacce alla sua sicurezza nazionale. Ciò include l’ulteriore modifica della loro legislazione nazionale, la repressione delle attività del Pkk e la stipula di un accordo con la Turchia sull’estradizione”.

Nella Nato – ha rilevato – abbiamo sempre dimostrato che, qualunque siano le nostre differenze, possiamo sempre sederci, trovare un terreno comune e risolvere qualsiasi problema”. Stoltenberg ha poi sottolineato che “la politica della porta aperta della Nato è stata un successo storico. Accogliere la Finlandia e la Svezia nell’Alleanza le renderà più sicure, renderà la Nato più forte e l’area euro-atlantica più sicura. Questo è fondamentale – ha concluso – mentre affrontiamo la più grande crisi di sicurezza degli ultimi decenni”.

 

Redazione