Nicola Franco, unico superstite del centrodestra a Roma, “dopo cinque anni di trincea” come da lui stesso dichiarato, diventa minisindaco di Tor Bella. La ripartenza dopo la sconfitta per 14 municipi a 1, inizia dalla periferia Est di Roma con una buona dose di saluti romani e nostalgia del ventennio. Franco, in quota Fratelli d’Italia, di cui era capogruppo, è stato l’unico uomo della coalizione di Michetti a vincere il ballottaggio contro il M5s. Altro caso unico nella scorsa tornata elettorale, dove i grillini erano approdati al secondo turno con un margine positivo di appena 43 voti (dopo un riconteggio).

Il quartiere delle ‘torri’, da Tor Bella Monaca a Torre Angela, dai Giardini di Corcolle a Ponte di Nona, il VI, è il municipio in cui si è votato meno 32,48%, e dove al primo turno si era già registrato il record negativo del 43,18%. Franco, eletto con una solida maggioranza, oltre il 60%, rullo alla mano, ha iniziato il suo mandato ridipingendo un muretto. Il neo presidente ha dato un’imbiancata li dove si erano tenuti i festeggiamenti per la sua vittoria. Subito dopo ha dichiarato: “Aspetto questo momento da 28 anni”.

Nemmeno dopo aver brindato Franco ha pensato però a dare una imbiancata al suo profilo Facebook, tra le foto che continuano a fare il giro del web come quelle con i libri sulle SS: “Parliamo di un fatto che risale ad un anno fa, è una libreria con 500 testi tra i quali c’è anche Il Capitale di Marx, Engels, ho fatto vedere addirittura un libro di Liliana Segre“, ha detto, aggiungendo anche: “Mi hanno scritto in molti anche di sinistra, dicendomi che a casa hanno il Mein Kampf e non per questo sono nazisti. Leggere un libro non significa condividerne quello che è contenuto al suo interno”.

Anche lo scatto che lo ritrae mentre fa il saluto romano con un gruppo di amici è ancora li (e non lo rinnega tanto che “chi sta a sinistra deve studiare la Storia, perché se quello è un saluto romano a me viene da ridere. Sono foto del 2014, che mi sono messo una camicia nera o fatto il saluto romano non lo rinnego”), accompagnato da un post in cui si elenca una sorta di frasario da ‘Bignami’ nero e “a lutto 28 aprile 1945”  (il giorno della morte di Mussolini). Parole di elogio nei confronti del Duce da parte di Freud o Papa Pio XI che per ‘Lvi’ usò parole come “costui è l’uomo della provvidenza”, oppure “il più grande uomo da me conosciuto e senz’altro tra i più profondamente buoni”.

Franco, consigliere municipale di lungo corso, ha militato nel Movimento sociale italiano per poi confluire in Alleanza nazionale, così poi nel partito di Giorgia Meloni, foce naturale del percorso politico. Con lui in consiglio municipale anche Emanuele Licopodio (primo eletto con la Lega) che tra le varie collanine d’oro che indossa solitamente ne ha una con la celtica.

Anche la pagina Facebook di Licopodio è piena di foto del consigliere municipale con magliette e felpe arricchite da diversi simboli di quella matrice come quello di Azione Frontale, movimento politico che si presenta come ‘rivoluzionario fascista e di ispirazione cattolica’. Oppure quello di Alba Dorata il partito dell’estrema destra greca, poi sciolto, che nel 2020 è stato riconosciuto dalla Corte di Appello di Atene come organizzazione a delinquere, responsabile di omicidio e di vari attacchi contro migranti ed esponenti di sinistra.

Riccardo Annibali