Il caro-bollette, la giustizia lenta e inefficiente, le scuole fatiscenti, la sanità in perenne affanno. «Non è più tempo di una politica che parla soltanto alla pancia degli italiani, serve una politica nuova, pronta a parlare alla testa dei cittadini, dotata di competenze e capace di fornire soluzioni». Il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, lo dice incontrando a Portici candidati, avvocati, professionisti e imprenditori, cittadini dell’area vesuviana.

L’attenzione di chi governa dovrà concentrarsi sui temi caldi di questo particolare momento storico, affinché non si ripetano storie come quella di un imprenditore di Gragnano che si è ritrovato il costo della bolletta aumentato da 6mila a 40mila euro e che rischia di essere costretto a ridimensionare il personale o addirittura a chiudere, oppure storie di lungaggini processuali assurde, anche per fatti di nessuna particolare complessità come nel caso di un cittadino porticese che per ottenere 250 euro come rimborso per diritti paesaggistici non dovuti ha dovuto affrontare una cosa durata oltre due anni e mezzo. «Dal 26 settembre toccherà rimboccarsi le maniche – afferma Rosatoe fare un partito che sia la casa per tutti coloro che vogliono entrare, per tutti coloro che abbiano una cultura moderata nei toni e profondamente riformista nei contenuti. Un partito che sia una casa anche per le vecchie culture che hanno fatto grande il Paese, la cultura popolare, quella liberale e quella socialista, affinché ci consentano di guardare avanti e non indietro, sulle fondamenta della nostra Costituzione».

«È una sfida impegnativa quella che abbiamo davanti – aggiunge Rosato -. È necessario recuperare la capacità di dare soluzioni con il nostro lavoro. Abbiamo bisogno, quindi, di politici competenti. I sondaggi non misurano la realtà». Chiaro, poi, il riferimento a Mario Draghi: «Draghi non ha la bacchetta magica ma ha l’autorevolezza per mettere insieme tutti in un momento di emergenza come questo e di negoziare con altri governi le regole di bilancio europee». «Non servono promesse elettorali né assistenzialismo – aggiunge Rosato -. Il reddito di cittadinanza venga trasformato in incentivi alle imprese che assumono». Lavoro, imprese. Ma anche scuola, sanità, giustizia. Temi su cui interviene Mario Scognamiglio, avvocato del foro di Napoli e candidato al Senato, con Italia Viva, al collegio uninominale della Campania. «Credo in una politica che studia e analizza costi e sostenibilità delle singole proposte. Abbiamo bisogno di una politica capace di creare futuro e di prevenire i problemi, non più ancorata al giorno per giorno», afferma. Il periodo della pandemia ha messo in evidenza molte criticità del sistema scuola, di quello sanitario, dell’intera macchina burocratica. «Sono graffi che ciascuno sente sulla propria pelle. È il momento di cambiare: bisogna adeguare strutture e programmi scolastici per garantire ai giovani una formazione migliore, è necessario potenziare la rete dei medici di base, dell’assistenza domiciliare e dei distretti ambulatoriali per migliorare l’organizzazione della sanità».

E poi la burocrazia. «La macchina amministrativa nel Sud Italia non c’è, è questo è un primo grande problema da risolvere», sottolinea l’avvocato Scognamiglio. «I fondi del Pnrr sono un’occasione irripetibile ma, se la macchina non c’è, si può mettere tutta la benzina che si vuole, non si andrà mai da nessuna parte. C’è bisogno di dirigenti capaci, di amministratori in grado di assumersi le responsabilità di scelte concrete». C’è bisogno anche di una giustizia efficiente e soprattutto tempestiva. «Non si può più consentire che una causa di pronta risoluzione venga rinviata a tre o quattro anni. Tutto questo ha ripercussioni sulla crescita economica e imprenditoriale del nostro territorio, scoraggia gli investimenti e mina la fiducia dei cittadini nella giustizia», spiega. «Il Terzo Polo è per la separazione delle carriere e per l’effettività parità tra accusa e difesa, ma tutto passa per una revisione del Codice Rocco e del Codice Vassalli. E poi – conclude – sono da rivedere le misure cautelari, perché non è possibile che la gente resti in galera per anni in attesa di un processo».

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).