“I giudici decapitano i legali del Dubbio”. Questo è il titolo che campeggiava l’altro giorno sul Fatto, occupando una pagina intera. Chi sono i legali del Dubbio? Non esistono. Il titolo si riferiva a una sentenza del tribunale di Roma, la quale in via cautelativa sospende dall’incarico 9 componenti del Consiglio Nazionale Forense (il massimo organo di rappresentanza dell’avvocatura italiana) e tra loro il Presidente. Il motivo di questa sentenza – peraltro abbastanza discutibile – è una norma che vieta la rielezione al Consiglio dopo due mandati. La questione è: i due mandati si contano da prima o da dopo la proclamazione della legge professionale? Cioè, il divieto di triplo mandato è retroattivo?

Bene, Il Dubbio non c’entra proprio niente. Il Dubbio non è un consiglio elettivo, ma un giornale, esattamente come Il Fatto. Perché allora il giornale di Travaglio titola sul Dubbio? La verità è che Travaglio ama pochissimo i giornali e ha una istintiva repulsione per la libertà di stampa. Infatti nell’articolo spiega che Il Dubbio è un giornale illegittimo perché l’editore è il Consiglio forense, e il Consiglio forense non ha diritto a editare giornali. Il Dubbio va chiuso.

A nessuno, finora, era mai venuto in mente di dichiarare illegale un giornale. Tantomeno alla direzione di un altro giornale. Persino quando quelli di Potere Operaio volevano mettere fuorilegge il Msi, non ci fu nessuna richiesta di chiudere Il Secolo d’Italia. Travaglio dice che gli avvocati non possono avere un loro giornale, e Il Dubbio – ufficialmente – risulta essere il giornale dell’avvocatura. Ecco, il problema è questo: la trasparenza nella proprietà del Dubbio, che è tra i pochi giornali che dichiara chi è il proprietario (anche noi siamo tra i pochi, e ne andiamo orgogliosi). Il Fatto – chiedete a chiunque e vi confermerà – è notoriamente il giornale del partito dei Pm.

Provate a leggere la recente intervista di Travaglio al capo del partito dei Pm – dico, Davigo – e ve ne renderete conto. Provate a trovare negli ultimi dieci anni una critica del Fatto a Davigo, o a Di Matteo, o a Scarpinato, o a Gratteri… I Pm hanno diritto ad avere un giornale, gli avvocati no. Travaglio ora è potente. Guida il partito che dispone della maggior presenza in Parlamento, è al governo, ha un patto di ferro con i Pm. Si sente in grado di dare ordini. E così, per togliersi una soddisfazione vuole chiudere Il Dubbio. Come facevano Pol Pot e Mussolini.

P.S. Un abbraccio agli amici del Dubbio.