Dalle urne delle elezioni regionali che hanno visto interessati al voto 18.471.692 elettori emerge un pareggio tra centrodestra e centrosinistra. Il voto in Campania, Puglia, Veneto, Toscana, Liguria, Marche e Valle d’Aosta ha visto infatti un 3 a 3 che consente a (quasi) tutti di potersi proclamare vincitore, un classico italico.

Guardando ai numeri crudi, a trionfare sono sicuramente Luca Zaia e Vincenzo De Luca: i governatori di Veneto e Campania ottengono infatti oltre il 65% delle preferenze, in particolare il leghista ottiene il 76,80%% (4695 sez su 4751) e con la sua lista ‘Zaia Presidente’ stacca nettamente la stessa Lega di Salvini con un impressionante 44,63% (contro il 16,89%). In Campania De Luca trionfa per il secondo mandato consecutivo col 69,59%, (5433 sez su 5827) lasciando le briciole allo sfidante di sempre, Stefano Caldoro, fermo al 17,84%, mentre è staccatissima la grillina Valeria Ciarambino al 10%.

Conferme di segno opposto in Liguria e Puglia. A Genova il presidente uscente di centrodestra Giovanni Toti si conferma presidente col 56,13% dei voti, superando lo sfidante Ferruccio Sansa, giornalista del Fatto Quotidiano che era riuscito, caso unico in queste Regionali, ad unire sotto una unica ‘bandiera’ il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle. I liguri non hanno premiato tale scelta, lasciando al candidato di Pd e M5S il 38,90% dei voti. Aristide Massardo, il candidato di Italia Viva, non va oltre il 2 per cento.

In Puglia la sfida era annunciata dai sondaggi “all’ultimo voto”, ma alla prova delle urne il presidente uscente Michele Emiliano ha superato bene la prova elettorale. L’esponente Pd ha infatti raggiunto il 46,88% dei consensi, lasciandosi alle spalle Raffaele Fitto, già governatore pugliese e candidato di Fratelli d’Italia e del centrodestra, fermatosi al 38,87% (3935 sez su 4026). Male Ivan Scalfarotto, il candidato governatore di Italia Viva, che si ferma all’1,6%, mentre la grillina Antonella Laricchia racimola l’11% delle preferenze.

Ribaltone invece nelle Marche, dove il secondo candidato meloniano di questa tornata, Francesco Acquaroli, è riuscito a conquistare la Regione che da decenni è governata dal centrosinistra. L’esponente di Fratelli d’Italia ha conquistato lo scranno di presidente col 49,13% dei voti, mentre Maurizio Mangialardi, candidato del centrosinistra, non è andato oltre il 37,28%.

Infine la Toscana, altra Regione chiave per il voto di queste Regionali. Qui il ‘rischio’ era quello di una clamorosa (e prima) vittoria del centrodestra a trazione leghista, guidato dall’europarlamentare Susanna Ceccardi. Obiettivo però sfumato con l’affermazione di Eugenio Giani, l’ex presidente del Consiglio regionale sostenuto dall’intero centrosinistra: i toscani hanno premiato Giani col 48,62% delle preferenze, mentre la Ceccardi si è fermata al 40,45%. Irene Galletti, candidata del Movimento 5 Stelle, deve accontentarsi del 6,4% dei voti.