L’introduzione di Recovery Bond garantiti dal bilancio Ue, l’esortazione agli Stati membri all’uso del Mes, no ai coronabond. Sono i punti salienti della risoluzione adottata dal Parlamento europeo sull’azione coordinata dell’Ue per lottare contro la pandemia di Covid19 e le sue conseguenze. Il testo è passato con 395 sì, 171 contrari e 128 astenuti. Una volta ottenuto l’ultimo via libera da parte del Consiglio Ue, le misure potranno essere pubblicate in Gazzetta ufficiale ed entrare in vigore. Ma impazza la polemica politica.

Il M5s infatti ieri ha votato all’Eurocamera diviso sulla risoluzione: 10 si sono astenuti, mentre tre – Ignazio Corrao, Piernicola Pedicini e Rosa D’Amato – hanno votato contro. L’eurodeputata pentastellata Eleonara Evi non ha invece preso parte al voto. I grillini contrari erano però ieri in buona compagnia della Lega. «Con il voto di oggi il Parlamento Europeo aiuta l’Italia, la sua economia, le imprese, il lavoro – ha scritto su Twitter il segretario del Pd Nicola Zingaretti -. La destra italiana no. Da ricordare #eurobond”».

L’emendamento dei Verdi sulla condivisione del debito alla risoluzione comune di Ppe, S&D, Renew Europe e Verdi, è stato respinto ieri con 326 voti contrari, 282 sì e 74 astensioni. Favorevoli Pd, M5s e FdI, contrari la Lega e FI, mentre Italia Viva si è astenuta. «L’ennesimo tradimento ai danni dell’Italia da parte della Lega e di Forza Italia è servito: in aula, al Parlamento Ue, hanno votato contro gli eurobond», scrive in una nota l’europarlamentare M5s e vicepresidente del Parlamento Ue, Fabio Massimo Castaldo.

«Lasciamo ai politicanti il gioco sugli emendamenti irrealizzabili», scrive su Twitter il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani. «Eurobond significa eurotasse, rinunciare alla sovranità fiscale, consegnare le chiavi di casa a Germania e Troika», si giustificano in una nota congiunta il presidente di Identità e democrazia (Id), Marco Zanni, e il capo delegazione della Lega al Parlamento Ue, Marco Campomenosi.