Secondo l’ultimo sondaggio dell’istituto di ricerca Ipsos per il Corriere della Sera realizzato tra il 23 e il 24 settembre, quindi subito dopo le elezioni regionali, la Lega è ancora il primo partito, mentre Partito democratico e Movimento 5 Stelle sono distanti meno di un punto percentuale. Si assesta stabilmente sopra il 15% Fratelli d’Italia, mentre Forza Italia non arriva al 7%. La fiducia nel premier Giuseppe Conte è superiore a quella del governo, mentre tra i leader si accredita sempre di più il ministro della Salute Roberto Speranza che supera Meloni e Salvini.

LE INTENZIONI DI VOTO – La Lega di Matteo Salvini è il primo partito con il 24% delle preferenze. Segue il Partito Democratico forte di un 19,3%, mentre torna a salire il Movimento 5 Stelle con il 18,6%. Il 16,7%  del campione voterebbe Fratelli d’Italia, mentre Forza Italia si ferma al 6,8%. Seguono Italia Viva di Matteo Renzi al 3,1%, Azione! dell’ex ministro Carlo Calenda al 3%, Europa Verde con il 2,4%, Sinistra Italiana con il 2,2. Chiude +Europa con l’1,4% mentre gli altri partiti raccolgono il 2,5% e indecisi sono il 39,2% del campione.

COALIZIONI – Secondo la rilevazione dell’istituto di Nando Pagnoncelli il centrodestra sarebbe in vantaggio, con i seggi, con qualunque delle leggi elettorali. Infatti negli scenari con il Rosatellum (l’attuale legge elettorale in vigore ma non ancora corretta rispetto ai risultati del Referendum), la coalizione giallorossa avrebbe tra i 114 e i 161 seggi sui 400 disponibili, mentre il centrodestra varierebbe tra i 218 e i 227. Nel caso in cui fosse approvato il Germanicum, alla Camera l’area di governo potrebbe contare su 181-194 seggi (in base alla soglia di sbarramento se al 3 o al 5%), mentre il centrodestra su 206-219 seggi.

LA FIDUCIA – Il presidente del consiglio Giuseppe Conte può godere di una fiducia del 65%, più alta di 3 punti percentuale del governo fermo al 62%. Tra i leader politici il ministro Roberto Speranza ottiene il 39% di fiducia, Giorgia Meloni il 35%, Matteo Salvini il 31% tallonato da Nicola Zingaretti al 30%. A seguire troviamo al 29% Franceschini e Di Maio, al 25% Teresa Bellanova, Silvio Berlusconi e Alfonso Bonafede, mentre al 19% c’è Vito Crimi e al 15% Matteo Renzi.