In commissione Bilancio alla Camera i relatori hanno chiesto l’accantonamento di un emendamento alla manovra – a prima firma Riccardo Magi (+Europa) e di alcuni deputati M5s – per chiedere la liberalizzazione della cannabis light. I parlamentari della Lega e di Fratelli d’Italia sono intervenuti in dissenso. La proposta, su cui si è aperta una riflessione, prevede che all’elenco dei prodotti che si possono ottenere dalla coltivazione della canapa e che possono essere commercializzati, vengano aggiunti i “preparati contenenti cannabidiolo (CBD) il cui contenuto di tetraidrocannabinolo (THC) non sia superiore allo 0,5% per qualsiasi uso derivanti da infiorescenze fresche ed essiccate e oli”.

La schermaglia si inserisce nel calderone della tassazione sul tabacco riscaldato e interviene su una materia che qualcuno auspica venga prima o poi normata dall’Europa, con una tassazione univoca e una regolamentazione uniformata. Non parla ma segue con grande attenzione il direttore dell’agenzia delle Dogane, Marcello Minenna, che da tempo accarezza il progetto di riproporre il modello dei Monopoli sulla filiera delle sigarette elettroniche e perché no?, anche sui derivati della canapa. Agli atti in Senato risuona l’eco della sua ultima audizione. «È di tutta evidenza che se non abbiamo la governance di tutto ciò che circola sul territorio della Repubblica perché ci sono dei buchi nella filiera della tracciatura che consentono il contrabbando, è difficile avere stime di gettito».

Si fa strada l’ipotesi di un accordo che veda votare la maggioranza (perfino una maggioranza allargata, ormai si fanno le prove) a favore di una riduzione dello sconto sull’accisa del tabacco riscaldato (dall’attuale 75% al 60 o al ritorno al 50% dell’era Renzi) in cambio del via libera alla filiera controllata del thc sotto le insegne gloriose di Dogane e Monopoli. «Scenario possibile», conferma a mezza bocca Vita Martinciglio, M5S. La certezza è intanto che tutti gli emendamenti concernenti il tabacco, in Commissione Finanze, sono stati accantonati. «Per una riformulazione», ci viene detto dagli uffici. Cerchiamo di capire meglio: sin troppe manine hanno lasciato ad oggi troppe impronte. «Sto cercando di capire anche io», ci conforta l’onorevole Rossella Muroni, Leu. «A me preme che la riformulazione non annacqui il senso dell’emendamento: via un privilegio fiscale, avanti il finanziamento della medicina territoriale».

Italia Viva sulla questione dell’accise sul tabacco sta tenendo la maggioranza in massima allerta, quasi fosse la cartina al Tornasole dell’intera vicenda politica. L’emendamento a prima firma Ettore Rosato preme per vedere la luce. «Non si dica che non ci sono risorse nella Legge di Bilancio per la sanità o per i lavoratori fragili. Con l’abolizione del super sconto sul tabacco riscaldato abbiamo una proposta su cui, a parole, tutti si dicono concordi, ora è il momento della prova dei fatti. Sia chiaro, non si tocca il prezzo ai consumatori finali che è rimasto immutato, ma solo i margini di guadagno alle multinazionali che hanno fatto solo più profitti. Un regalo del primo governo Conte di cui oggi nessuno ricorda la paternità». «Ci sono alcune centinaia di milioni che invece di finire in utili nelle borse americane proponiamo di spendere nel potenziamento della sanità italiana. Spero che nessuno faccia il furbo, che non ci siano strane manine e – ha aggiunto il vicepresidente della Camera – che non si giochi a mantenere un immotivato privilegio, magari con qualche formula barocca per continuare ad ingrassare chi non ne ha bisogno».

Gli emendamenti Rosato e Martinciglio dovrebbero vedere la luce insieme. E per ordine progressivo di numerazione, questa mattina si parte con la proposta renziana. Il Pd non ha brillato per la presenza nella partita, fino a oggi. A difendere gli emendamenti di Italia Viva, su cui potrebbero confluire i Dem, c’è Mauro Del Barba. È stato lui a dover fare fronte, anche durante il fine settimana, a un fuoco di fila da parte del Movimento, diviso in due ma con una parte che sembra intenzionata a tornare a difendere lo sconto ai prodotti da tabacco riscaldato – in primis l’Iqos di Philip Morris – voluto da Laura Castelli. Sconto del quale Davide Casaleggio ha già precisato di non sapere nulla, come pure non sapeva dell’appello della Castelli a difendere «il prodotto del tutto innocuo» promosso dalle colonne del Blog delle Stelle, del quale è editore. Le prossime 48 ore sono quelle della verità: si va alla conta «dopo aver disboscato per giorni la selva degli emendamenti», si sfoga Del Barba.

Ph.D. in Dottrine politiche, ha iniziato a scrivere per il Riformista nel 2003. Scrive di attualità e politica con interviste e inchieste.