Se non fosse già chiaro il due di picche dato dall’Ucraina al piano di pace italiano, che come le regole basilari della diplomazia ed anche la logica chiedono deve poter concedere qualcosa all’invasore per rendergli possibile firmarlo, ecco la dichiarazione di ieri del governo ucraino.

“Vediamo con favore qualunque iniziativa che possa aiutare a mettere fine a questa guerra. Ma mi faccia essere chiara su alcuni elementi sacri: l’integrità territoriale e la sovranità non possono essere negoziabili. Siamo dunque pronti a discutere ma consideriamo imprescindibili l’integrità territoriale e la sicurezza. Il mio popolo non è pronto a fare passi indietro quando si tratta di Crimea e di Donbass”. Parole della viceministra degli Esteri ucraina, Emine Dhzaparova, ieri in un interventi nella sede della Fondazione Luigi Einaudi a Roma. Dichiarazione che ribadisce il concetto già espresso la scorsa settimana da Kiev.

Un cenno alla mediazione italiana arriva anche da Mosca. “Stiamo valutando il piano, quando avremo finito comunicheremo le nostre valutazioni” dicono dal ministero degli esteri. Insomma, un laconico “vi faremo sapere”. Intanto Zelensky chiede soldi per la ricostruzione. Lo fa con un messaggio di apertura dei lavori al World Economic Forum di Davos, dal quale quest’anno sono esclusi i delegati russi, evocando l’ex segretario di stato americano George Marshall, il cui programma di ripresa europea ha contribuito a ricostruire l’Europa occidentale dopo la devastazione della seconda guerra mondiale. Il presidente ucraino ha parlato della necessità di un corridoio del grano per fare uscire dall’Ucraina le riserve alimentari. Zelensky ha chiesto “nuove e più dure sanzioni contro Mosca.

E nuovi aiuti militari all’Ucraina arriveranno da una ventina dei Paesi che ieri hanno partecipato a Ramstein, in Germania, alla seconda riunione mensile del gruppo di contatto dei Paesi occidentali contro l’aggressione russa, lo ha annunciato il capo del Pentagono Lloyd Austin che ha dichiarato: “Tutti capiscono che la posta in gioco” della guerra in Ucraina “va ben oltre l’Europa”. Il Cremlino si comporta nel frattempo nelle zone dell’Ucraina che è riuscito ad occupare come se l’avesse già annesse. Nella regione meridionale di Kherson entrerà ufficialmente in vigore il rublo per i pagamenti, in aggiunta alla grivnia ucraina. Verrà aperto l’ufficio di una banca russa, come riferisce l’agenzia di stampa Ria Novosti.

Da Londra arrivano invece stime dell’intelligence britannica su quanti siamo davvero i morti russi in guerra dal 24 febbraio, inizio dell’invasione, ad oggi. Secondo il rapporto pubblicato dal ministero della Difesa inglese, che non dà cifre esatte, il bilancio delle vittime tra le truppe russe in Ucraina nei primi tre mesi dell’invasione del Paese è simile a quello registrato dall’allora Unione Sovietica durante i suoi nove anni di guerra in Afghanistan.