Mentre il premier Conte e la sarabanda del Movimento annunciava pomposamente di aver chiuso il dossier Autostrade, va agli atti che non ci sarà nessuna revoca ma un accordo tra Governo e famiglia Benetton, siglato telefonicamente dal premier, nella notte. Cassa Depositi e Prestiti acquista Autostrade per l’Italia (Aspi): i privati dunque non vengono “cacciati”, ma vengono pagati. Difficile dire se sia la soluzione giusta senza conoscere i termini del Gentlemen agreement, a cominciare dal prezzo. Chiediamo al Professor Carlo Cottarelli, economista (è visiting professor in Bocconi), influente esperto di macroeconomia (commissario straordinario per la spesa pubblica con il Governo Letta) e presidente del Consiglio incaricato per tre giorni, due anni fa, di aiutarci a capire di più nel pasticciaccio di Autostrade. Ma lui alza le mani in segno di onestà intellettuale: «Qui si deve prima di tutto richiamare Socrate, So di non sapere».

Ma come, lei che ha sempre i volumi e le cifre sotto mano…
C’è una incertezza da tutti e due i lati. Mi sembra che il governo abbia detto ai Benetton che se non avessero ceduto Autostrade, avrebbe tolto loro la concessione.

E invece non c’è nessuna revoca, o sbaglio?
Ma alla fine Aspi viene nazionalizzata. Benetton riceve un prezzo inferiore al prezzo di mercato. C’è una compravendita fatta al di fuori delle regole e a prescindere dal chiarimento che era necessario avere in giudizio. Una situazione molto strana.

Come se il Governo, per dirla con Davigo, non avesse voluto perdere tempo ad attendere la sentenza.
Certamente è una cosa strana dal punto di vista del rapporto pubblico-privato. Le responsabilità vanno accertate nel modo più rapido possibile. Il ponte Morandi è crollato due anni fa, ci sono state vittime. Non è possibile per un verso che si proceda con una giustizia-lumaca come questa, per l’altro che in mancanza di un giudizio di responsabilità ssiproceda per presunzione di colpevolezza.

E che si minacci: “Vi togliamo la concessione”, a meno che non vendiate alle nostre condizioni.
La revoca è stata agitata come una clava, per far uscire i Benetton. Lo si poteva fare in modo diverso, ripeto: le incognite mentre parliamo sono ancora tante, non si sa quale sarà il prezzo ma certamente senza concessione il valore di Atlantia avrebbe perso tutto. Ma prima di dire che l’interesse pubblico è stato servito, si deve dire a quali condizioni.

Come giudica la gestione di questa vicenda?
Tutta sbagliata. Prima di tutto bisognava accertare le responsabilità. La questione è stata politicizzata sin dall’inizio, è stato tutto un proclama. E una volta solleticata la pancia, è difficile tornare indietro. Il ponte è stato ricostruito, bene. Ma solo a quel punto si sono posti il problema che qualcuno lo dovrà gestire. E inevitabilmente il gestore doveva essere Autostrade per l’Italia. Ma per salvare la faccia hanno dovuto resettare in fretta e furia una vicenda già ingarbugliata.

La manutenzione, il monitoraggio del ponte Morandi ricadeva su Atlantia? I Benetton sono davvero i cattivi di questa storia?
È quel che mi chiedo anche io. Puniamo il privato cattivo, ma se ci sono responsabilità accertate. Se avessimo un sistema giudiziario in grado di processare un caso in due anni, come sarebbe opportuno, non staremmo qui a fare questa conversazione dell’assurdo. Bisogna che la politica si ponga il problema della ragionevole durata del processo. In un Paese normale, davanti a un caso così grave, in due anni bisognava aver fatto tutti e tre i gradi di giudizio. E invece…

Torno sulla domanda; siamo sicuri che Atlantia abbia avuto una responsabilità nelle mancate manutenzioni?
No, non ne siamo affatto sicuri. E per un motivo preciso: che bisogna andare a vedere il contratto. Bisogna leggere cosa prevedeva per il monitoraggio della stabilità e della manutenzione. Io non ho visto il contratto, che è in gran parte segretato. Si è fatto un contratto di natura privatistica, pur sottoscritto da un ente pubblico, e secondo me non doveva essere segretato.

Perché segretare un contratto così importante come quello che regola la sicurezza delle infrastrutture?
Ci possono essere dei profili legati alla pubblica sicurezza, ma è ora di fare chiarezza e leggere le carte. La presunzione che la società di gestione delle Autostrade non abbia fatto il proprio dovere ha mosso tutto un dibattito pubblico basato su opinioni in libertà, e non è accettabile muoversi solo sulla base dell’emozione, delle pulsioni.

Serve sempre additare un nemico pubblico.
Sì ma questa deriva non avrebbe spazio in un Paese in cui la giustizia fa rapidamente il suo corso. Siamo uno stato di diritto con il diritto dimezzato.

Ma i Benetton alla fine rimangono dentro, con il 10%. Si è chiuso un Gentlemen agreement, al telefono?
Ci sarà stato un agreement di qualche tipo, sotto la minaccia della revoca della concessione, con un onorevole accordo tra le parti.

La trattativa segreta Stato-Atlantia.
Sì, della quale continuo a non sapere molto: non sappiamo qual è il prezzo di vendita. Non un dettaglio da poco. Non è chiaro per niente che si sia fatto l’interesse pubblico. Non si capisce se Cdp sarà in grado di gestire Aspi. Se il gestore precedente è inadeguato si fa una gara sulla base di una competizione e si valuta.

Troppe opere pubbliche ancora ferme, o incompiute.
C’è stata prima la mancanza di risorse, poi la mancanza di volontà politica e quindi la mancanza di organizzazione. Le procedure sono complicate, la burocrazia rimane un mostro con troppe teste da tagliare.

Il Dl semplificazione aiuterà?
Mi sembra possa aiutare, bisogna vederlo però. Perché non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. È un decreto approvato salvo intese. Che va nella direzione giusta, per carità, ma ci si scordi che sia la madre di tutte le riforme. La riduzione della burocrazia in Italia non si fa con un singolo decreto.

Del Dl Semplificazione cosa ha letto?
Io ho le bozze che circolano. E vorrei parlare delle cose con i documenti davanti. Troppe volte in Italia si fa dibattito pubblico su bozze, su battute, su singole dichiarazioni. La politica per prima parla spesso senza sapere.

Il Governo che va avanti con Dpcm. Le piace?
L’estensione fino a dicembre dello stato di emergenza sanitaria mi sembra esagerata, soprattutto se l’epidemia è sotto controllo. Si può estendere per un mese, ma la decretazione d’emergenza non si può procrastinare in continuazione.